Omicidio a Foggia, 42enne ucciso a coltellate dopo un litigio

Ennesimo omicidio a Foggia, l'undicesimo dall'inizio dell'anno: bracciante rumeno ucciso a coltellate dopo un litigio.

Omicidio a Foggia, bracciante 42enne ucciso a coltellate dopo un violento litigio. I carabinieri hanno identificato e fermato l’aggressore. Si tratta dell’undicesimo omicidio commesso nel capoluogo pugliese dall’inizio dell’anno.

Brutale omicidio a Foggia, bracciante 42enne ucciso a coltellate

L’ennesimo fatto di sangue scuote Foggia. Un bracciante agricolo rumeno di 42 anni è morto nella serata dell’8 settembre, ucciso a coltellate da un suo connazionale. Secondo Foggia Today, l’autore del gesto è un uomo di 55 anni, che ha colpito la vittima con una pugnalata al fianco sinistro, il tutto di fronte a testimoni.

In base alle dichiarazioni dei presenti, l’aggressione sarebbe nata da un pesante litigio tra i due, scatenato da futili motivi. Il cadavere del bracciante è stato ritrovato in una masseria, nelle campagne tra Manfredonia e Zapponeta. I carabinieri hanno intercettato e fermato il 55enne, poco lontano dalla scena del crimine. L’uomo è accusato di omicidio volontario.

Violenza a Foggia: è l’undicesimo omicidio sul territorio dall’inizio dell’anno

La morte del bracciante è solo l’ultimo dei tanti casi di violenza sul territorio foggiano negli ultimi tempi.

Si tratta infatti dell’undicesimo caso di omicidio commesso a Foggia dall’inizio dell’anno. L’ultimo, solo pochi giorni fa, è stato commesso ad Orta Nova. La vittima era un giovane pregiudicato di vent’anni, Andrea Gaeta, noto figlio di un boss criminale della zona.

Il ragazzo è stato ucciso a colpi di pistola in un agguato attorno alle 2 di notte. Il 20enne era alla guida della sua auto quando è stato affiancato dal killer, che a quel punto hanno aperto il fuoco.

I proiettili lo hanno colpito al torace, uccidendolo sul colpo. I Carabinieri sono giunti sul posto dietro segnalazione di una telefonata anonima. Hanno trovato il corpo di Gaeta ancora nell’auto, riverso nel sedile del guidatore. Per la sua morte è finito in carcere un altro pregiudicato, reo confesso. Il movente era la gelosia. Gaeta aveva infatti instaurato un rapporto con la sua ex fidanzata.