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Meteo Befana: dopo il caldo arriva il freddo e il gelo

Meteo Befana: dopo il caldo e le temperature quasi estive, si aspetta un peggioramento con un calo delle temperature e piogge da Nord a Sud.

Meteo Befana: dopo le alte temperature, più che primaverili in alcune regioni del sud Italia, è in arrivo un calo delle temperature che porteranno freddo e gelo sparso.

Meteo Befana: arriva il freddo e il gelo

Una prima perturbazione di gennaio è prevista per il giorno 5 e il successivo sensibile calo termico che interesserà tutta l’Italia ci sarà entro la Befana.

Dunque, dopo il sole e le alte temperature tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, è previsto un peggioramento.

Già dal 5 gennaio si aspettano alcune precipitazioni al Nord, Toscana e Sardegna. Rischio di pioggia su est Lombardia e Nordest, Toscana settentrionale e settori ovest della Sardegna. Al mattino neve debole sulle Alpi orientali fino a quote intorno ai 1000 metri. Andrà meglio nel resto del Centro-sud con prevalenza di sole soprattutto al Sud e in Sicilia. Temperature in calo al Nord, Toscana e Sardegna in temporaneo e ulteriore rialzo invece sul resto del Centro-sud e sull’alto Adriatico per effetto di venti meridionali in rinforzo.

Si attiveranno poi venti più freddi settentrionali che nella giornata della Befana determineranno un sensibile calo delle temperature dopo il caldo anomalo di questi giorni. La perturbazione raggiungerà il Centro-sud portando nuvole ma scarse precipitazioni. Al Nord la situazione andrà migliorando con il ritorno di un po’ di sole.

Il capodanno più caldo degli ultimi anni

Il Capodanno più caldo da oltre 100 anni. Addirittura al sud Italia, in Sicilia, alcune persone sono ansate in spiaggia a prendere il sole e a farsi il bagno.

Tutto ciò grazia all’Anticiclone di matrice nord-africana, accompagnato da una massa d’aria estremamente mite. Secondo ilmeteo.it, “scorrendo rapidamente negli annali della climatologia, è veramente difficile ritrovare negli ultimi 100 o 200 anni un Capodanno con valori termici così alti alla quota di 1500 metri: per convenzione si fa riferimento a questa quota per non avere influenze delle inversioni termiche e delle nebbie nelle valli e su pianure e coste e per avere, tutto sommato, una buona rappresentazione dell’atmosfera in un territorio ad orografia complessa come quella italiana caratterizzata da monti, colline e avvallamenti”.