Meloni in Iraq scoppia a piangere davanti ai militari. Poi, la questione della bandiera italiana ed irlandese

Meloni in Iraq si è commossa con la sua mimetica militare. Inoltre, sui social è rimbalzata la questione della bandiera italiana o irlandese.

Meloni in Iraq si è commossa quando ha fatto visita ai militari italiani. La Premier ha ricevuto attenzioni e regali nel presentarsi in mimetica militare. Tante ovviamente le foto e in una in particolare si vede la Meloni in lacrime.

Meloni in Iraq scoppia a piangere davanti ai militari

Giorgia Meloni ha fato visita in Iraq ai militari italiani che si trovano in missione. Il Presidente del Consiglio ha ricevuto anche un regalo: il Tricolore con le firme di tutti i militari e un mosaico che la ritrae in cui ogni tessera rappresenta il volto di un soldato del contingente italiano in Iraq. Così la Premier si è commossa versando anche qualche lacrima. Tuttavia, si è subito ripresa e ha detto: “Dovrei essere più militare, più dignitosa”. Poi nel salutare e lasciare i militari ha aggiunto: “Grazie per avermi fatto sentire in famiglia e per i doni per il significato che hanno e che porto con me”.

La questione della bandiera italiana ed irlandese

A Baghdad, il Presidente Giorgia Meloni ha incontrato il primo ministro Mohamed Shia Al-Sudani. Durante l’incontro e la conferenza dei due leader politici sono state esposte le bandiere dei sue Stati, come prevede il protocollo, ma la bandiera italiana era in realtà quella irlandese, con l’arancione al posto del rosso. La gaffe è stata notata e poi pubblicata su Twitter da un giornalista e ricercatore iracheno, Ali Al-Mikdam.

Tuttavia, nelle ore successive c’è stata la risposta dell’ambasciata italiana in Iraq: “Smentiamo ufficialmente la notizia di un supposto errore riguardante l’imbandieramento dell’incontro odierno del PdC Giorgia Meloni con l’omologo iracheno Mohamed Al Sudani a Baghdad, frutto di un mero effetto ottico. Le bandiere utilizzate erano della Repubblica Italiana”.

 

LEGGI ANCHE: Fabio Fazio va in pensione: le parole del conduttore di Che tempo che fa