Malagrotta, rischio diossina: cos’è e cosa fare

Malgrotta, è rischio diossina: cos'è e cosa fare. L'incendio all'ex discarica di Roma ha fatto sollevare una nube di fumo nero.

Malagrotta, rischio diossina: cos’è  e cosa fare? A causa dell’incendio a Roma all’ex discarica, in fiamme dalle 17.40 di ieri, si è sollevata una densa nuvola di fumo nero nella capitale. Cosa succede ora? Le raccomandazioni dell’ASL.

Malagrotta rischio diossina per l’incendio a Roma: cosa fare

Continua a bruciare l’impianto di Malagrotta, a Roma. A causa del rogo, acceso dalle 17.40 di ieri, pare l’allarme diossina: i cieli della Capitale sono coperti da una nube di fumo nero“Sono sceso 5 minuti con il cane, l’aria è irrespirabile” -avverte un utente su Twitter- “E sto a Torpignattara, a 44 km.

Chiudete le finestre”. Anche la ASL è dello stesso parere: chiusi gli asili nido e vietate le attività all’aperto a 6 km dalla struttura. Arrivano segnalazioni di puzza di bruciato avvertita anche nelle zone dell’EUR e in gran parte del Centro Storico.

Marco Lupo, il direttore dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio, ha pubblicato una nota in cui raccomanda prudenza ai cittadini: “A seguito dell’incendio divampato negli impianti di Malagrotta e la successiva nube di fumo che si è sviluppata l’Arpa Lazio si è recata immediatamente nell’area colpita e ha installato dei campionatori che serviranno a verificare eventuali effetti sulla qualità dell’aria. Nelle prossime 24/48 ore si avranno i primi riscontri a partire dalle centraline fisse.

Nel frattempo si consiglia ai cittadini residenti nell’area di 1 km di tenere chiuse le finestre delle proprie abitazioni“. 

Cos’è la diossina e cosa provoca

In base alla definizione dell’ISS, con il termine diossine si indica in genere un gruppo di sostanze chimiche molto simili tra loro per caratteristiche chimiche, fisiche e tossicologiche. Si tratta di sostanze prodotte involontariamente nei processi di combustione, che siano naturali o frutto di attività umane, come ad esempio i roghi di rifiuti o i processi industriali.

L’esposizione alla diossina può provocare nell’uomo diversi problemi di salute. Tra questi vi sono ad esempio malattie della pelle, come la cloracne, o anche alterazioni delle funzioni del fegato, in caso di esposizione limitata ma ad alti livelli di diossina. Essere esposti alle sostanze a livelli più bassi ma per periodi prolungati, può avere effetti altrettanto preoccupanti. Si possono infatti subire danni al sistema immunitario o endocrino o, in alcuni casi, può avere effetti cancerogeni.

In più, un esposizione prolungata è particolarmente pericolosa per le donne in gravidanza e per i neonati: la diossina può provocare problemi allo sviluppo e malformazioni al bambino.

Gualtieri sulla crisi rifiuti: “Conseguenze immediate, al lavoro per contenere l’emergenza”

L’incendio ha provocato danni considerevoli anche al ciclo dei rifiuti della Capitale. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha rassicurato i suoi concittadini: “L’incendio del Tmb non è solo un grave incidente, ma costituisce un danno significativo per il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Roma, su cui avrà inevitabili conseguenze immediate.

Siamo già al lavoro per ricollocare quanto prima le quantità trattate dall’impianto danneggiato e indirizzarle su altri impianti di trattamento e sui successivi sbocchi”.