Mafia, processo a Lady Petrolio: pm Roma chiede condanna da 14 anni

Mafia, la Procura di Roma chiede 14 anni e due mesi di carcere per Anna Bettozzi, meglio nota come "Lady Petrolio".

Mafia, la Procura di Roma chiede 14 anni di carcere per “Lady Petrolio”. Continua il processo ad Anna Bettozzi, ex showgirl ed ereditiera arrestata nel 2019 nel corso dell’inchiesta Petrolmafie. L’imprenditrice è accusata di aver capeggiato una maxi-operazione di riciclaggio e frode fiscale in combutta con i clan Moccia: “Io c’ho dietro la camorra”.

Mafia, pm Roma chiede 14 anni e due mesi per Lady Petrolio

Va avanti il processo in rito abbreviato ad Anna Bettozzi, in arte Ana Betz ma nota agli investigatori come “Lady Petrolio“.

L’ex soubrette, vedova ed ereditiera del petroliere Sergio Di Cesare, è una delle 70 persone coinvolte nell’inchiesta Petrolmafie. La Procura di Roma ha chiesto una condanna di 14 anni e due mesi ai danni dell’imprenditrice. Sono tante e pesanti le accuse a suo carico. Tra i capi di imputazione a lei contestati spiccano infatti quelli di associazione a delinquere per reati tributari, riciclaggio e auto-riciclaggio, commercializzazione illecita di prodotti petroliferi e agevolazione di organizzazioni mafiose.

La maxi-operazione di evasione e i legami con il clan Moccia: “C’ho dietro la camorra”

Anna Bettozzi fu arrestata dalla Guardia di Finanza nel maggio del 2019 alla frontiera di Ventimiglia. La cosiddetta “Lady Petrolio” era a bordo della sua Rolls Royce e si dirigeva verso il Festival di Cannes. La donna trasportava 300mila euro in contanti, nascosti nei suoi stivali a coscia alta. L’ex soubrette è considerata dagli inquirenti il capo di una maxi-operazione di riciclaggio e frode fiscale, che avrebbe più volte agevolato diversi clan mafiosi, tra cui il clan Moccia di Afragola.

“Si tratta del capo indiscusso dell’organizzazione.” –spiega infatti il gip Tamara De Amicis– “È la persona più di tutti ‘esperta’ della materia. Anche grazie a quanto imparato dal marito Sergio Di Cesare. Nulla si muove senza il suo assenso. È lei che intavola il rapporto con Alberto Coppola e, tramite lui, con tutto il gruppo napoletano. Da questo riceve cospicui finanziamenti per la propria attività illecita, remunerando adeguatamente gli investimenti fatti da costoro”.

Le intercettazioni di una telefonata tra Bettozzi e sua sorella, dove la donna ammette i suoi legami con la criminalità organizzata, hanno fatto il giro del web nei mesi successivi al suo arresto. A Piè, io dietro c’ho la camorra! Tu dove caz… vai… -affermava Lady Petrolio nelle registrazioni della Guardia di Finanza- Te stanno a pijà per il culo… Cioè questi stanno… Lo sai quanto c’ha in giro Felice di me… Ti sto dicendo… Ho capito! Sai quanto… No! E io controllo che sia borderline, quasi regolare… io! Sai quanto c’ha in giro! Quindici milioni al giorno, quell’altro cinque milioni, io altri cinque e insieme c’abbiamo 15 e 10, 25/30 milioni al giorno! Tu dove cazzo vai? La gestione non ti può dare… Sei responsabile sempre te… Tu la legge, ti danno l’associazione…”.