L’Eredità: gli errori e le gaffe più incredibili dei concorrenti. VIDEO

Il pre-serale di Rai Uno regala da anni momenti di involontaria comicità. Dal "Fu Mattia Bazar" all'erba del vicino (che è sempre più buona)

Il maestro inarrivabile rimane naturalmente il signor Giancarlo, entrato nella storia della televisione italiana con la sua partecipazione alla Ruota della Fortuna, lo show condotto dal re dei quiz Mike Bongiorno. Nella puntata del 13 marzo 1995, come noto a chiunque, preferì la gloria al denaro dando con lucida malizia la perfetta soluzione sbagliata all’enigma delle Amazzoni, che “vinsero battaglie grazie alla loro f()ga”.

L’Eredità ed i proseliti del leggendario signor Giancarlo

Ad anni di distanza, il leggendario Giancarlo, oltre che essere divenuto un vero e proprio meme, continua a fare proseliti, per quanto involontari. Ed è in particolar modo il preserale di Rai UnoL’Eredità” a regalare spesso momenti di involontaria comicità grazie ai grotteschi svarioni, ai blocchi ed ai lapsus dei suoi partecipanti. Se per qualcuno sembra poter valere l’attenuante dell’emotività, altre risposte paiono invece gettare squarci di luce sugli inquietanti abissi della cultura generale dell’italiano medio.

Incredibili risposte davanti a Frizzi e Conti

Davanti agli sguardi esterefatti del compianto Fabrizio Frizzi o di Carlo Conti, ecco dunque una carrellata delle risposte più esilaranti. C’è la concorrente che in rapida successione colloca Otranto in Florida e ritiene il finlandese la lingua ufficiale della Slovenia. Non da meno il partecipante che rievoca il capolavoro pirandelliano “Fu Mattia… Bazar”. L’altro nome con cui è nota l’isola di Formosa? Non Taiwan ma…

Tettona per un altro concorrente.

Forse fin troppo rivelatoria la personale reinterpretazione di un noto proverbio da parte di un altro giocatore, secondo il quale “l’erba del vicino è sempre più…

buona”. E c’è un pizzico di sadismo nel modo in cui Carlo Conti gioca con un partecipante a digiuno di calcio e in difficoltà a completare la frase cult pronunciata da Totti nelle semifinali dell’Europeo 2000: “Mo je faccio er…”. La parola giusta inizia con “cu”, ma non è naturalmente quella su cui va a naufragare lo sventurato concorrente imbeccato dal conduttore, provocando un’esplosione di ilarità nello studio.