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Il caldo provoca i terremoti? Tra scienza e mito

Il caldo può provocare i terremoti? Per alcuni superstiziosi i sismi sono preceduti dall'"aria di terremoto", ma gli scienziati dicono di no.

La chiamano “aria da terremoto“. Quell’aria calda, umida e soffocante che per gli amanti delle superstizioni precederebbe un violento terremoto. Chi avalla la leggenda chiama in causa i movimenti tellurici scatenatisi a seguito di un aumento insolito delle temperature. Ma gli scienziati si schierano dalla parte dei dati, che rivelano che tra i due fenomeni non c’è nessuna correlazione. Eppure si dice che nelle credenze risieda sempre un fondo di verità. Il caldo può davvero provocare i terremoti?

Il caldo può aumentare il rischio di terremoti? Cosa dice la leggenda

Secondo le leggende, che esercitano particolare fascino nella popolazione anziana, prima di un grave sisma, l’atmosfera darebbe ai suoi abitanti dei segnali chiari. L’innalzarsi anomalo delle temperature, con un’aria umida e soffocante. “Il cielo rosso“, “un vento strano“, “un caldo insolito“: tutte avvisaglie che si sarebbero manifestante alla vigilia dei terremoti italiani più devastanti.

Chi è di questa credenza, per avallare la spiegazione, chiama in causa la scossa del Friuli, del maggio 1976, e quella dell’Irpinia, del novembre 1980. Entrambe avvenute in seguito a un improvviso rialzo delle temperature. Anche in tempi più recenti, per i più anziani il mito continuerebbe a confermarsi verità scientifica. I sismi di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, si sarebbero verificati proprio dopo un tirare “d’aria di terremoto”.

Caldo e sismi: l’opinione degli scienziati

Per gli scienziati però l'”aria di terremoto” rimane solo una credenza popolare. Innanzitutto perché l’innalzamento delle temperature alla vigilia di un sisma non è un fenomeno che si ripete con puntualità. Basti pensare al terremoto dell’Emilia del 2012, o a quello de L’Aquila del 2009, entrambi avvenuti in presenza di pochi gradi centigradi. Anche il sisma di Avezzano, nel lontano 1915, si è verificato nel cuore dell’inverno.

In secondo luogo, i geologi e i sismologi affermano che i movimenti tellurici partono in profondità, dall’interno della crosta terrestre. In questo modo, non potrebbero mai essere influenzati da ciò che avviene sulla superficie, o, addirittura, nell’atmosfera. Gli scienziati, in breve, negano nella maniera più categorica la correlazione tra caldo e terremoti.