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Green pass, per le discoteche non è abbastanza: rimarranno chiuse

Le discoteche rimarranno chiuse anche ai possessori del Green Pass. È quanto emerge dalla riunione della cabina di regia. Non aprono dal 2020

È quanto emerge dalla cabina di regia di Palazzo Chigi, che proprio oggi 22 luglio 2021 sta passando al vaglio le proposte per il nuovo decreto Covid. Dal 5 agosto avere il Green Pass sarà obbligatorio per chi vorrà sedersi ai tavoli di bar e ristoranti al chiuso. Ma anche per i cittadini che intenderanno recarsi a centri, termali, piscine, palestre, fiere, congressi, concorsi e spettacoli all’aperto. Una soluzione per mandare avanti i settori in sicurezza, dunque, è stata trovata. Ma brutte notizie arrivano per le discoteche, che resteranno chiuse anche ai possessori del green pass.

Discoteche chiuse da marzo 2020, non si riapre nemmeno con il Green Pass

La movida e i locali della vita notturna sono stati messi a dura prova dalla pandemia. Individuati, nella scorsa estate, come tra i primi luoghi di contagio, hanno poi chiuso battenti in autunno con la nuova ondata del virus e mai più riaperto. C’era anche chi aveva deciso di non fare nemmeno la stagione estiva, e che quindi è in cassa integrazione da marzo 2020. In particolare, a soffrire sono le discoteche, che non sono riuscite a strappare neanche questa volta una soluzione per la ripartenza al Governo. Perfino ai possessori del Green Pass non sarà consentito entrare nelle sale da ballo. Si preannuncia quindi un altro lungo periodo di chiusura.

Eppure, lo scorso inverno, sindacati e confederazioni del settore avevano studiato diversi protocolli, perfino giunti al vaglio del tavolo permanente dello spettacolo, per assicurarsi un’estate proficua. Bolle covid-free, con tamponi a prezzo stracciato agli ingressi delle discoteche, e certificati verdi per i vaccinati, o ancora green pass di 48 ore. Proposte bocciate, con migliaia di lavoratori in strada a manifestare. Non si tratta infatti solo dei titolari delle imprese, ma anche di tutte quelle figure professionali che ruotano attorno al mondo dei locali notturni: tecnici, dj, musicisti, baristi, buttafuori, che staranno ancora in cassa integrazione per un po’, decide il Governo.