Emergenza vaiolo delle scimmie, esiste già il vaccino?

Esiste già un vaccino per il vaiolo delle scimmie? Le autorità sanitarie prendono precauzioni per impedire la diffusione del contagio.

Vaccino per il vaiolo delle scimmie, esiste già? La nuova potenziale emergenza sanitaria continua a preoccupare diversi paesi europei. Dopo la pandemia da Covid-19, le autorità sanitarie sono in allerta. Esistono già delle contromisure efficaci?

Vaiolo delle scimmie, un vaccino esiste già? Le contromisure a disposizione

Le autorità sanitarie di tutta Europa restano in allerta per la diffusione del vaiolo delle scimmie. La Spagna è uno dei paesi più colpiti, con 7 casi confermati 29 sospetti nella zona di Madrid, più uno nelle isole Canarie.

Per questo motivo, il Ministero della Salute spagnolo ha deciso di fare incetta di dosi di vaccino per il vaiolo umano. Al momento infatti, non esiste un vaccino specifico per il vaiolo delle scimmie che sia approvato in Europa. Tuttavia, secondo gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la diffusione del virus può essere bloccata con efficacia con il vaccino per il vaiolo tradizionale.

Il virus è meno contagioso del Covid-19, ma è comunque necessario fare attenzione. “È molto più leggero di quello degli uomini per quanto riguarda i sintomi e si trasmette anche attraverso il respiro ma solo se si sta molto vicini.” -spiega l’infettivologo Matteo Bassetti Rai Radio 1– “Dobbiamo essere tutti uniti tra Paesi europei, scambiandoci informazioni e monitorando eventuali focolai.

Nei prossimi giorni arriveremo a qualche migliaio di caso chi non ha fatto la vaccinazione contro il vaiolo non è coperto”.

Le alternative: il trattamento antivirale e il vaccino MVA-BN

La copertura vaccinale per il vaiolo tradizionale lascia scoperti gli individui più giovani, visto che la sua somministrazione non è più praticata  dagli anni ’80. Secondo l’ECDC, il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie: “Se nel paese sono disponibili vaccini contro il vaiolo, la vaccinazione dei contatti stretti ad alto rischio dovrebbe essere presa in considerazione dopo una valutazione del rapporto rischio-beneficio”.

In alternativa esistono già trattamenti antivirali registrati di confermata efficacia contro la malattia, come il tecovirimat. Esiste inoltre un vaccino specifico, l’MVA-BN, approvato nel 2019 ma che, come ricordato dall’OMS, non è ancora ampiamente diffuso.