Elezioni, il diritto di tribuna cos’è e perché Luigi Di Maio potrebbe accettare la proposta del Pd?

Il diritto di tribuna sta diventando protagonista in vista delle Elezioni del 25 settembre con tanti che sono corteggiati in queste ore.

Il diritto di tribuna rappresenta un salvagente in vista delle Elezioni del 25 settembre per tutti coloro che si trovano nel Centrosinistra e vorrebbere avere più possibilità di essere eletti in Parlamento. L’ultimo ad essere corteggiato da Letta è proprio il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Elezioni, il diritto di tribuna cos’è

In vista delle Elezioni del 25 settembre, dal Pd e dal suo segretario Enrico Letta viene lanciata la proposta del diritto di tribuna per allargare l’alleanza.

Con il «diritto di tribuna», i partiti più piccoli possono godere di seggi, in modo da «aggirare» la soglia del 3% prevista dalla legge elettorale ed avere la possibilità più concreta di essere eletti in Parlamento.

Letta sta dando la possibilità a tutti coloro che fanno parte delle cosiddette liste alleate e rientrare nel gruppone di “Democratici e Progressisti” e cercare così di fronteggiare con tutte le armi possibili la coalizione del Centrodestra. 

Perché Luigi Di Maio potrebbe accettare la proposta del Pd?

Luigi Di Maio nella giornata di ieri, assieme a Tabacci, ha presentato il suo nuovo partito chiamandolo Impegno Civico. Non potendo correre negli uninominali per il veto di Carlo Calenda il ministro degli esteri rischierebbe seriamente di rimanere fuori dal prossimo Parlamento (che il suo simbolo raggiunga il 3% nazionale pare infatti molto difficile). Proprio per questo sapere il Pd ha fatto che “offrirà il diritto di tribuna in Parlamento ai leader dei diversi partiti e movimenti politici del centrosinistra che entreranno a far parte dell’alleanza”. Il ministro degli esteri, dunque, sarà candidato in un collegio sicuro dal democratico. Ecco che la proposta di Letta potrebbe davvero far gola a Di Maio. Ci sono stati i rifiuti già da Verdi e Sinistra Italiana che incontreranno lo stesso Letta mentre Renzi ha già dichiarato di correre da solo.