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Dal Gran Paradiso alle Eolie, ecco le scuole più piccole d’Italia

Le scuole più piccole d'Italia ripartono come tutte le altre scuole italiane. Sicuramente non ci saranno problemi per la distanza di sicurezza

Le scuole più piccole d’Italia: la campanella a settembre suona anche per gli alunni che frequentano le strutture scolastiche più piccole d’Italia e addirittura d’Europa. Un curioso record da raccontare e che fa riflettere.

Le scuole più piccole d’Italia: a Ceresole Reale due bambini iscritti

Una delle scuole più piccole d’Italia si trova a Ceresole Reale, in Valle Orco in provincia di Torino, ai piedi del Gran Paradiso. Ci sono due alunni iscritti e una maestra.

I bambini, Raffaele di sei anni e Guglielmo di nove, ascoltano, dopo la prima campanella dell’anno scolastico, la loro maestra Ylenia.

La struttura scolastica di Ceresole è una scuola sussidiata, ovvero finanziata in gran parte dalla Regione. «Un paese senza scuola è un paese fantasma», dice il sindaco, Alex Gioannini, che il primo giorno ha accompagnato i bimbi in classe. La scuola si trova al piano terra del municipio e garantisce uno di quei servizi fondamentali per una piccola realtà come Ceresole Reale. L’anno prossimo, secondo le stime, gli alunni saranno tre.

Ad Alicudi la scuola più piccola d’Europa citata dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli 

Ad Alicudi, nelle Eolie, ci sono 4 studenti (un alunno dell’infanzia, ancora in forse, una bambina di prima elementare e due delle medie) e i 5 insegnanti nella scuola più piccola d’Europa.

La scuola si trova in una casetta privata adibita per le lezioni, ubicata in collina, e per raggiungerla è necessario fare 356 scalini.

A Tgcom24 racconta la piccola realtà la preside Mirella Fanti: “D 13 anni sono dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Isole Eolie, di cui il plesso di Alicudi fa parte. La preside racconta con orgoglio di come sia riuscita a tenere aperta la piccola scuola nonostante le difficoltà e, parlando del Covid, sottolinea: “La Dad? Noi la utilizziamo dal 2010”.

La preside Mirella Fanti racconta come sia stato difficile per far si che la scuola non chiudesse: “Nel 2014, ci fu un improvviso calo demografico. In poco tempo, si passò da 10 a 2 studenti. Sia il comune che il provveditorato ritenevano assurdo tenere aperto per così pochi alunni, i quali sarebbero dovuti andare a scuola in altre isole. Così, dovetti combattere. Grazie alla collaborazione dei genitori e a una piccola battaglia mediatica, riuscii a tenere il plesso aperto. Ed è un grande orgoglio, considerando che Alicudi d’inverno muore. Restano 60 abitanti, non c’è nemmeno un bar in servizio. La scuola è un punto di formazione, un centro culturale. E’ davvero importantissima”.

Il 13 settembre, nel fare i suoi auguri agli studenti per il ritorno in classe, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha citato la scuola di Alicudi. “Facendo gli auguri a tutti gli alunni europei –  aggiunge la preside –  ha citato la scuola di Alicudi, dicendo che è importante che l’istruzione arrivi ovunque, anche nei posti più sperduti. Ha poi nominato i famosi 356 scalini, sottolineando che sono il simbolo della fatica della vita, ma anche della conoscenza. Una sorta di salita verso il sapere. Un’immagine stupenda”.