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Da Corsi Lodi a “SouPra” o “Sottoprada”: la metamorfosi (di fama) del quartiere di Milano

Il quartiere SouPra di Milano ha subito una forte metamorfosi. Si è arricchito grazie a nuove aperture che hanno dato vitalità al quartiere.

Il quartiere SouPra di Milano: quanto un locale può cambiare la fisionomia di una strada? Succede che a Milano i quartieri assumono importanza grazie a nuovi locali ed acronimi che danno ancora più prestigio.

Il quartiere SouPra di Milano: cos’è diventato

Nel 2008, Rem Koolhaas fu incaricato da Miuccia Prada di progettare la nuova sede della Fondazione Prada in un’area a sud del grande Scalo di Porta Romana.

A distanza di 10 anni da allora, molto è cambiato è cambiato, quello che sembrava lontano ora è vicinissimo, e non c’è milanese che non si sia abituato a costeggiare lo Scalo dal ponte di Corso Lodi, arrivando con la metro gialla, o dal ponte di via Ripamonti, con il tram 24.

Il quartiere SouPra o Sottoprada da quell’inaugurazione ha cambiato fisionomia acquisendo prestigio e visibilità.

La metamorfosi (di fama) del quartiere di Milano

La metamorfosi di un quartiere, prima selvaggio e vuoto, vede oggi l’incontro di flussi internazionali dell’arte, della moda, del cinema, della musica, dell’architettura.

C’è il bar progettato da Wes Anderson e la ricerca è estesa fino alla sequenza di giovani chef che si alternano nel ristorante, ha cambiato la faccia e il destino di un quartiere che non può più che chiamarsi SouPra (South of Prada), o più semplicemente Sottoprada.

Studi d’artista e nuovi spazi culturali continuano ad aprire nei dintorni, nella stessa via Passo Pordoi che ospita il centro islamico, e verso Brenta il Reading Room fondato da Francesca Spiller, dove si possono leggere e acquistare le più strane e ricercate riviste internazionali. M

Molti altri giovani artisti hanno stabilito il loro studio in queste strade ancora libere. Un ostello come il Madama e un co-working con piscina come il Talent Garden Calabiana sono spuntati e fioriti nello spazio di un momento.

Nei ristoranti che sono lì da sempre, come Tajoli, si aggirano giapponesi elegantissimi e si colgono brani di conversazioni sui massimi sistemi di potere del jet set internazionale. Il quartiere ospita sempre la sede di marchi come Ferrarelle, Amplifon o Mifarma.

Prende vita anche di notte quando  folle di giovanissimi si accalcano nel tendone di Social Music City nello scalo, gli affezionati dei Magazzini Generali e del locale più importante della storia di Milano, il Plastic a via Gargano, e quelli più estremi del Fashion Club Privé di via Quaranta 40.

I nottambuli sciamano in zona Ripamonti in cerca di panini e piadine, benedicendo “il faro” aperto fino a mattina, Ripamonti 130, e i food truck.
Non solo arte, non solo shopping, il quartiere Sottoprada ha preso vita in tutte le sue sfumature e sfaccettature ripopolando durante il giorno e la notte strade prima desolate.