Cosa ha detto il Papa sul Nicaragua: “Preoccupazione e dolore, spero nel dialogo”

Cosa ha detto il Papa sulle persecuzioni di cristiani in Nicaragua da parte del dittatore Daniel Ortega: "Preoccupazione e dolore".

Cosa ha detto il Papa sul Nicaragua? Nel corso dell’Angelus del 21 agosto il Pontefice ha dedicato un pensiero alla tensione tra il regime di Daniel Ortega e la comunità cattolica locale: “La situazione mi preoccupa e mi addolora, spero nel dialogo”.

Nicaragua e Ortega, cosa ha detto il Papa: “Seguo la situazione con preoccupazione e dolore”

Durante l’Angelus del 21 agosto, Papa Francesco ha espresso grande apprensione per le persecuzioni alle comunità cristiane di Daniel Ortega, dittatore alla guida del Nicaragua.

Nel corso della sua preghiera, il Pontefice ha dichiarato di avere molto a cuore la questione. Seguo da vicino con preoccupazione e dolore la situazione creatasi in Nicaragua che coinvolge persone e istituzioni.” -ha infatti spiegato il Papa- Vorrei esprimere la mia convinzione e il mio auspicio che per mezzo di un dialogo aperto e sincero si possano ancora trovare le basi per una convivenza rispettosa e pacifica“.

Così il Santo Padre risponde all’appello di 26 ex capi di Stato e di Governo membri di IDEA, Forum internazionale non governativo “Iniziativa democratica della Spagna e delle Americhe.

I politici avevano infatti chiesto al Papa di ” prendere una ferma posizione di difesa del popolo nicaraguense e della sua libertà religiosa”. 

Le persecuzioni di Ortega: arrestato il vescovo Rolando José Alvarez

Il governo di Daniel Ortega sta portando avanti ormai una vera e propria repressione ai danni della Chiesa Cattolica in Nicaragua. Da diverso tempo, infatti, preti e membri di spicco della comunità cristiana locale vengono minacciati, arrestati o espulsi dal paese. Lo scorso giugno l’ex guerrigliero sandinista ha ordinato la cacciata dal paese delle suore Missionarie della Carità di Teresa di Calcutta.

Il governo centramericano ha giustificato l’espulsione con una presunta violazione della legge sul “finanziamento del terrorismo e sulla proliferazione delle armi di distruzione di massa”. 

Ieri notte la polizia nicaraguense ha fatto irruzione nella residenza di Matagalpa del vescovo Rolando José Alvarez, prelevandolo con la forza. Dal 4 agosto, ormai, Alvarez era perseguitato ed impossibilitato a celebrare la messa. Il vescovo era di fatto agli arresti domiciliari nel suo episcopio insieme a cinque sacerdoti e tre laici.

La polizia ha confermato che Alvarez è al momento trattenuto nella capitale con l’accusa di sedizione. Ortega ha motivato l’arresto con il bisogno di “recuperare la normalità per la cittadinanza e le famiglie di Matagalpa”.