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Colico, morto Marco Masetti: ex campione europeo di moto e dirigente FdI

E' morto a 46 anni Marco Masetti, ex campione europeo di moto 125 e portavoce di Fratelli d'Italia, ucciso da un colpo di pistola

È morto Marco Masetti, 46 anni, ex campione europeo di moto 125 e dirigente regionale di Fratelli d’Italia, nonché portavoce del partito a Sondrio dal 2018.

Morto Marco Masetti, l’ipotesi del gesto estremo

Il suo corpo senza vita è stato trovato dai volontari della Croce Rossa alle ore 15 di giovedì 16 Settembre nella sua abitazione a Colico, in provincia di Lecco, al di sopra del bar-ristorante “Per Bacco” che gestiva con la sua famiglia. La causa del decesso è un colpo di pistola, i carabinieri non escludono che si tratti di un gesto estremo volontario.

La vita di Marco Masetti, tra motociclismo e politica

Marco Masetti aveva un passato importante nel mondo del motociclismo. Conquista il titolo di campione europeo di moto 125 negli anni ’90 e dall’età di 20 anni partecipa anche al Motomondiale e in Superbike, ottenendo diversi buoni piazzamenti. In seguito gestisce insieme ai suoi genitori il bar ristorante “Per Bacco”. Negli ultimi anni si è fatto notare per un costante impegno politico che lo porterà a diventare dirigente regionale di Fratelli d’Italia. Nel 2018 viene nominato da Giorgia Meloni portavoce di Fratelli d’Italia a Sondrio

Il ricordo di Fratelli d’Italia

Fabio Mastroberardino, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, saluta Marco Masetti a nome del partito:

A nome di tutta la comunità di Fratelli d’italia, so di dovere qualcosa di più a Marco. Parto dalla prima cosa certa che ho da dire, ossia che Marco ha dato, nel volontariato civile che chiamiamo politica, molto di più di quanto abbia ricevuto. E lo dico nella piena consapevolezza di essere in prima fila tra coloro che sono in debito con lui. E’ entrato nel nostro partito in un momento nel quale le percentuali erano prossime al 4%, e si è speso subito per le regionali, credendoci ciecamente, con un ottimo risultato. Questo perché Marco aveva un grande dono, quello di saper coinvolgere le persone e dare loro spazio per esprimersi. Da quel momento si è dedicato anima e corpo a questo progetto, contribuendo sempre alla crescita della nostra comunità”.