Cinque anni dalla valanga di Rigopiano: un nuovo studio cambia tutto

A cinque anni dalla valanga di Rigopiano, arriva un nuovo studio che smentisce la correlazione tra slavina e terremoto.

Cinque anni dopo la tragica valanga di Rigopiano, in cui persero la vita 29 persone, un nuovo studio cambia le carte in tavola. Secondo il professor Nicola Pugno, non esistono prove di una correlazione tra la valanga e il terremoto. Cosa è successo?

Valanga di Rigopiano: nuovo studio nega la relazione tra il disastro e il terremoto

Sono passati cinque anni dalla disastrosa valanga di Rigopiano. Il 18 gennaio 2017, una slavina ha travolto l’albergo Rigopiano-Gran Sasso Resort, causando la morte di 29 persone.

Le cause della tragica vicenda furono attribuite a una serie di terremoti, che avevano scosso le montagne abruzzesi nelle ore antecedenti alla valanga. Un recente studio pubblicato sulla rivista Matter, tuttavia, sostiene una tesi controversa. Secondo il professor Nicola Pugno, esperto di meccanica della frattura e professore all’Università di Trento, non sarebbe dimostrabile la correlazione tra i terremoti e la slavina.

La speranza del superstite Giampaolo Matrone: “La perizia mi rassicura, aspetto giustizia da cinque anni”

Il professore ha redatto lo studio insieme al collega Giorgio Rosatti, esperto di dinamica delle valanghe, per conto di Studio3A-Valore S.p.A. Quest’ultima è una società di consulenza legale specializzata nei risarcimenti danni che ha richiesto la perizia per conto di Giampaolo Matrone, sopravvissuto alla valanga insieme alla figlia Gaia, che oggi ha dieci anni. L’uomo è rimasto sepolto vivo nella neve per 62 ore e ha perso la moglie Valentina Cicioni nel disastro.

Matrone ne è uscito vivo, ma menomato: ha riportato danni irreversibili agli arti ed enormi ripercussioni psicologiche.

Da allora, come le altre famiglie e superstiti vittime della tragedia, chiede a gran voce che venga fatta giustizia: Quest’accurata perizia realizzata da uno dei massimi esperti del settore mi ha rassicurato: la tesi degli indagati si è dimostrata illogica. Dopo cinque anni non c’è ancora giustizia ed è la cosa più brutta di tutte, non tanto per noi che siamo sopravvissuti ma per Valentina e per le altre 28 vittime, che hanno perso la vita a causa dell’inefficienza di chi avrebbe dovuto tutelarci.

Ogni anniversario diciamo che sarà l’anno buono, ma di fatto il processo è ancora agli inizi. Speriamo nel 2022″.

I contenuti dell’articolo

Ad oggi non vi è alcuna evidenza di un ruolo del terremoto sul distacco della valanga.-afferma una nota di Studio3A-Valore S.p.A.Confutando la tesi opposta sostenuta da alcuni professori dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, consulenti tecnici degli imputati, secondo cui i terremoti avrebbero invece rivestito un ruolo dirimente“.

“È improbabile che il terremoto abbia avuto un ruolo nel distacco della valanga.” -continua la nota- “Esso avrebbe dovuto generare una fessura sufficientemente lunga, ma che non si è propagata durante il terremoto stesso (lo ha fatto solo in seguito). Questo è improbabile poiché la fessura causata da un terremoto è, secondo la consolidata meccanica della frattura (Griffith, 1921), di tipo instabile ovvero, se si innesca, non si può più arrestare”.