Chi era Carmine D’Errico, ucciso a martellate a Cusano Milanino

Carmine d'Errico è un pensionato di 65 anni. Il suo cadavere è stato ritrovato semi carbonizzato a Cerro Maggiore in una fabbrica abbandonata

Lorenzo D’Errico, figlio di Carmine D’Errico, è stato fermato dai carabinieri dopo la scomparsa del 65enne Carmine a Cusano Milanino (provincia di Milano) il 30 dicembre scorso.

Chi era Carmine D’Errico

Carmine D’Errico, 65 anni, era un pensionato di cui si erano perse le tracce il 30 dicembre scorso. L’uomo è stato ritrovato morto il 21 gennaio ma a denunciarne per primo la sua scomparsa a Chi l’ha visto era stato il figlio Lorenzo.

Proprio il figlio però, a seguito delle indagini, è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio. Carmine era scomparso da Cusano Milanino, paese in provincia di Milano, il giorno prima di Capodanno dopo che era uscito per comprare una pizza. La macchina dell’uomo è poi stata ritrovata a circa 200 metri dalla sua abitazione il 6 gennaio 2022 e da quel momento sono iniziate le indagini per omicidio colposo a carico di ignoti.

Il cadavere del pensionato, come comunicato dall’Ansa, è stato identificato e ritrovato semi carbonizzato il 21 gennaio a Cerro Maggiore (all’interno di una fabbrica abbandonata non lontano dall’autostrada A8). Gli investigatori ipotizzano che l’uomo sia stato ucciso altrove e poi trasportato nella fabbrica dismessa e dato alle fiamme per nascondere tracce. La conferma che il corpo sia quello di Carmine è poi arrivata dal Dna. 

Il fermo del figlio Lorenzo

Le forze dell’ordine hanno fermato il figlio di Carmine, Lorenzo, per omicidio. Questo perchè, dalle indagini dei carabinieri, sarebbero emerse contraddizioni nelle dichiarazioni rese dal giovane e sarebbero state rinvenute tracce ed indizi della scena del crimine all’interno dell’abitazione dei due uomini. Secondo la ricostruzione degli inquirenti riportata anche su Fanpage.it, inoltre, si suppone che il figlio abbia ucciso il padre in casa il 30 dicembre con almeno 40 martellate prima di bruciarlo e portarlo a Cerro Maggiore il giorno dopo.

Lorenzo, che nel corso dell’interrogatorio di garanzia non ha risposto, resta in carcere.