Chi è Totò Cascio, l’ex bambino di Nuovo Cinema Paradiso: malattia, età, film

Chi è Totò Cascio, l'attore divenuto famoso come il piccolo Salvatore in Nuovo Cinema Paradiso. Tutto sulla malattia che lo ha colpito.

Chi è Totò Cascio, l’attore oggi 42enne che nel 1988 interpretò il piccolo Salvatore in Nuovo Cinema Paradiso. Divenuto famoso in tutto il mondo grazie al film di Giuseppe Tornatore, la sua carriera ha subito una battuta d’arresto per colpa di una malattia. Scopriamo qualcosa in più su di lui.

Chi è Totò Cascio, il bambino protagonista di Nuovo Cinema Paradiso: oggi ha 42 anni

Salvatore Cascio, detto Totò, è nato l’8 Novembre 1979 a Palazzo Adriano, in provincia di Palermo.

Quando aveva solo nove anni Totò ha interpretato uno dei ruoli più importanti della storia del cinema italiano. Nel 1988, infatti, ha recitato nei panni del piccolo Salvatore in Nuovo Cinema Paradiso, capolavoro di Giuseppe Tornatore acclamato a livello internazionale. Il ruolo gli è valso un precoce premio BAFTA, come Miglior attore non protagonista nel 1991: è stato il più giovane della storia ad assicurarsi il premio. Prima della sua esplosione internazionale come attore-bambino, Totò Cascio era già parecchio noto in Italia, grazie alle sue apparizioni televisive su Canale 5 al Maurizio Costanzo Show.

Negli anni ’90 Totò continua a recitare in diverse pellicole, tra cui Diceria dell’untoreC’era un castello con 40 cani e il film tv Il ricatto 2. Torna a lavorare con Tornatore nel 1990, in Stanno tutti bene.

Crescendo, Totò Cascio scompare gradualmente dalle scene, pur continuando a perseguire una carriera nel cinema e nella tv. Nel 2014 appare nel documentario Protagonisti per sempre, vincitore del Gryphon Award al Giffoni Film Festival 2015.

Nella pellicola, il regista Mimmo Verdesca racconta le esperienze di vita di molti attori-bambino come Totò. L’ultimo lavoro dell’attore siciliano risale al 2021, quando recita nel cortometraggio A occhi aperti, diretto da Mauro Mancini.

Vita privata: la lotta contro la malattia: “Ho dovuto rinunciare alla carriera”

Negli ultimi anni, Totò Cascio ha confessato il motivo che lo ha spinto ad allontanarsi gradualmente dai riflettori. A soli 12 anni, infatti, l’attore scoprì di essere affetto da una grave malattia che lo tormenta ancora oggi.

Si tratta di una condizione genetica caratterizzata dalla degenerazione dei tessuti dell’occhio, la retinite pigmentosa. Solo una conferma, purtroppo, di un problema già in essere: anche durante le riprese di Nuovo Cinema Paradiso, anni prima, faceva molta fatica a leggere il copione. La sua vista peggiorava continuamente e ed era spesso costretto cambiare gli occhiali. La diagnosi effettiva arriva dopo un lungo peregrinaggio, di medico in medico, in giro per l’Italia.

Oggi, a 42 anni ha completamente perso la vista. È cieco quasi del tutto e riesce appena a notare se c’è una luce accesa in casa. Si divide tra la casa di famiglia e l’Istituto per ciechi di Cavazza, in provincia di Bologna. Mi ero fermato a causa della retinite.” -racconta Totò a Il MessaggeroEro nel clou della mia carriera, ho dovuto rinunciare. A tutti quelli che mi chiedevano che fine avessi fatto dicevo bugie perché non volevo farmi vedere così“.

Le speranze di Totò Cascio: “Non fingo più. Oggi ho una compagna”

Nonostante le difficoltà, Totò non ha perso la speranza e ha smesso di nascondersi: Spero nella terapia genica, ma non mi illudo. So che sono stati fatti passi da gigante, aspetto. Intanto, non fingo più: vado al bar, mi presento, racconto la mia storia. Mi vorrei trasferire definitivamente a Bologna perché lì le barriere architettoniche sono al minimo, ci sono semafori acustici e autobus con la sintesi vocale”. Da qualche mese, è riuscito anche a trovare una compagna: Da luglio mi frequento con Anna.

Le avevo dato il mio numero di telefono perché voleva venire in Sicilia per conoscermi. E quando alla terza telefonata le dissi che avevo una disabilità visiva lei mi rispose «Totò, so tutto». Le altre le facevo scappare perché non ero pronto, soffrivo di paranoie. Ora mi muovo liberamente in treno per andarla a trovare”.