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Chi è Massimo Cacciari, filosofo anti-green pass: età, formazione, carriera, vita privata

Chi è Massimo Cacciari, il filosofo anti-Green Pass? La sua lettera ha sollevato un polverone: pone delle domande a Scienza e Diritto.

Chi è Massimo Cacciari, il filosofo anti-Green Pass, che interroga Diritto e Scienza sulla legittimità del certificato verde o Green Pass? Nato a Venezia, ha oggi 77 anni, e vanta una lunga carriera in diversi ambiti: dalla filosofia, all’accademia, alla politica. Nel tempo ha pubblicato oltre 50 scritti, alcuni con case editrici italiane molto autorevoli, e ha ricevuto svariate onorificenze, tra cui 3 lauree Honoris Causa.

Pandemia, Cacciari contro Gad Lerner

“Siamo in una situazione di deriva pericolosissima, in uno stato d’emergenza perenne”. Recente (martedì 7 settembre 2021) il botta e risposta a Cartabianca, su RaiTre, di Cacciari con Gad Lerner:  “Se non avete nessuna sensibilità per le questioni di ordine costituzionale, benissimo. Come si fa a non capire che l’emergenza covid sta accelerando questa deriva, con un accentramento del processo decisionale, lo svuotamento del Parlamento, la fine della democrazia rappresentativa. Come si fa a non vederlo, in un mondo in cui tre quarti della popolazione vive sotto regimi tipo Cina o Russia?”.  

La formazione di Massimo Cacciari e la carriera nel mondo accademico

Massimo Cacciari si è formato a Padova, dove ha frequentato la facoltà di Filosofia intrattenendo fin da subito rapporti di collaborazione con alcuni professori del dipartimento. Anni dopo è diventato anch’egli professore, prima associato e poi ordinario, di Estetica e ha fondato la Facoltà di Filosofia all’Università Vita-Salute San Raffaele. Il fermento e l’interesse verso la materia hanno portato Cacciari a fondare anche diverse riviste di filosofia: Angelus Novus, Contropiano, e altre.

Nel frattempo il professore ha edito numerose opere, da pubblicazioni scientifiche a saggi: anche con autorevoli case editrici italiane, come Einaudi e Adelphi (fondata da Roberto Calasso, scomparso nella notte del 28 luglio). E proprio per la sua intesa attività accademica è stato insignito di varie onorificenze. Tra queste bisogna annoverare le tre lauree Honoris Causa in Architettura, Scienze Politiche e Filologia, Letteratura e Tradizione Classica.

La carriera politica

Giovane politico militante che si unì all’occupazione della stazione di Mestre. Poi collaboratore per riviste di posizioni Marxiste. Sindaco democratico di Venezia, e consigliere regionale. C’è tutto questo nella carriera da politico di Massimo Cacciari, che è ancora, per un motivo o per un altro, sotto i riflettori dell’attenzione pubblica.

Per la sua intensa dedizione alla politica e alla filosofia, e anche per effetto di alcune sue idee in merito al matrimonio, Massimo Cacciari non si è mai sposato, né ha avuto figli. “Bisogna aver letto Nietzsche per capire cosa significa dire di sì, quando chiede: hai scavato il fondo della tua anima? Sei pronto a dire ‘per sempre’? Vale anche per essere padre; infatti, non ho avuto figli”, aveva dichiarato in un’intervista.

Chi è Massimo Cacciari e perché è contro il Green-Pass

Lo definisce un certificato, citando il filosofo Foucault, che risponde alla logica del ‘Sorvegliare e Punire‘. Il Green Pass sarebbe così per Cacciari “null’altro che un mezzo surrettizio per prolungare all’infinito – magari con vaccinazioni ripetute – una sorta di micro lockdown“. Lo ha scritto su La Stampa a luglio 2021, in cui ha aggiunto alcune domande da porre a Diritto e Scienza in merito alla vaccinazione e al documento voluto dal governo.

Viviamo da oltre un ventennio in uno stato di eccezione che, di volta in volta, con motivazioni diverse, che possono apparire anche ciascuna fondata e ragionevole, condiziona, indebolisce, limita libertà e diritti fondamentali. Non si fa che inseguire emergenza dopo emergenza le più varie occasioni, senza coscienza della crisi, senza la precisa volontà di uscirne politicamente e culturalmente. Invece di un’informazione adeguata si procede ad allarmi e diktat. Invece di chiedere consapevolezza e partecipazione si produce un’inflazione di norme confuse, contraddittorie e spesso del tutto impotenti“.

Le domande a Scienza e Diritto di Massimo Cacciari

Il filosofo scrive su La Stampa:

“1) Non dovrebbe un cittadino leggere e sottoscrivere prima della vaccinazione l’informativa dello stesso ministero della Salute

2) Che cosa ne pensa la Scienza del documento integrale Pfizer in cui si dice apertamente che non è possibile prevedere gli effetti del vaccino a lunga distanza, poiché non si sono potute rispettare le procedure previste (solo 12 mesi di sperimentazione a fronte degli anni che sono serviti per quello delle normali influenze)? 

3) Risponde alla realtà o no che i test per stabilire genotossicità e cangerotossicità dei vaccini in uso termineranno solo nell’ottobre del ’22? La fonte è European Medicine – ma potrebbe trattarsi di no-vax mascherati…

4) È vero o no che mentre lo stesso ministero della Sanità ha dichiarato che la somministrazione del vaccino è subordinata a condizioni e in via provvisoria, nessun protocollo è ancora stabilito per quanto riguarda soggetti immunodepressi o con gravi forme di allergia? Astrazeneca ha detto che su queste questioni pubblicherà una relazione finale nel marzo del ’24. 

5) Vero o falso che sono aumentati in modo estremamente significativo i casi di miocarditi precoci in giovani che hanno ricevuto il vaccino? O mente il Center for disease control? 

6) Che in Israele e in Gran Bretagna molti dei decessi nell’ultimo periodo sono di persone che avevano già ricevuto la doppia dose è una fake news?”

E poi, rivolgendosi ai cultori del Diritto:

“1) È legittima l’imposizione, poiché di imposizione si tratta senza dubbio, di un trattamento sanitario, e nella fattispecie di un trattamento sanitario che presenta le zone d’ombra, i dubbi, i problemi che ho succintamente ricordato?

2) Esistono molte altre malattie infettive – si prevede il greenpass anche per morbillo, scarlattina, tosse cattiva?

3) Conseguentemente, la norma che impedisce di salire su un treno con la febbre varrà da qui all’eternità?

4) Dichiareremo fuori legge l’aver febbre, non importa se per aver contratto la peste o per una indigestione?

5) Metteremo nella carta d’identità le nostre condizioni di salute? Che ne pensa la Scienza del Diritto?”