Chi è Maria Giovanna Maglie, giornalista contro vaccino e green pass

Chi è Maria Giovanna Maglie, ex giornalista No Vax e No Green Pass. Tutto su carriera e posizioni dell'opinionista.

Chi è Maria Giovanna Maglie? Saggista, opinionista ed ex giornalista d’area sovranista, si è fatta spesso notare per prese di posizione controverse e dichiarazioni problematiche. Di recente è salita alla ribalta per le sue posizioni contro vaccino e Green Pass.

Chi è Maria Giovanna Maglie, vita e carriera

Maria Giovanna Maglie è nata a Venezia, il 3 Agosto 1952, e si è trasferita a Roma nei primi anni ’60. Inizia a lavorare come giornalista nel 1979, come inviata in Sudamerica per l’Unità.

Lasciai il giornale nel 1987, per divergenze ideologiche con il Partito Comunista Italiano. Nel 1989 trova posto alla Rai grazie ai suoi contatti con Bettino Craxi, segretario del Partito Socialista Italiano. Lavora come inviata al TG2, prima in Medio Oriente, poi a New York nel 1993. È costretta a rinunciare all’incarico a causa della controversia legata alle accuse di aver sperperato ingenti fondi pubblici con rimborsi spese gonfiati durante la sua permanenza all’estero.

Nel corso della sua carriera giornalistica lavora per Il Giornale, Libero, Il Foglio, la RaiRadio Radicale, Radio 24, e diventa editorialista di Dagospia, seguendo la politica statunitense e in particolare la campagna elettorale di Donald Trump.

Dal 2016 non è più iscritta all’albo dei giornalisti. È nota per le sue posizioni sovraniste ed è una forte sostenitrice di Matteo Salvini“Ha una capacità di leadership che in Italia non ha nessuno. Ha capacità d’ascolto e di decisione. Con lui ho visto la luce in fondo al tunnel”.

È stata un opinionista televisiva in diverse trasmissioni politiche, ma anche in reality come L’isola dei famosi La sposa perfetta. Ha scritto inoltre diversi saggi, tra cui @realDonaldTrumpIl Mostro Cinese, e i più recenti Puttane.

Il mestiere più antico del mondo ai tempi di internet e del Covid e I dannati del Covid.

La controversia su Greta Thunberg: “La metterei sotto con la macchina se non fosse malata”

Maria Giovanna Maglie si è fatta spesso notare per dichiarazioni controverse. Nel 2019, nel corso della trasmissione radiofonica satirica Un giorno da pecora su Radio 2, ha affermato: Adesso non si può più dire male di Greta perché mi hanno detto che ha la sindrome di Asperger, cioè è malata di autismo, allora a quel punto il politically correct e anche il buon senso mi vietano di dire quello che avrei detto se fosse stata sana: che l’avrei messa sotto con la macchina.

Ma non si può dire”.

Le posizioni No Vax e No Green Pass

L’ex giornalista è tornata alla ribalta in tempi recenti per le sue posizioni fortemente contrarie al vaccino e al Green Pass. Maglie si oppone alle restrizioni legate alle restrizioni che limitano l’accesso al lavoro: “Tutti i partiti di governo hanno ceduto alla certificazione verde obbligatoria. Il Green pass obbligatorio non è uno strumento costituzionale e neanche legittimo fino in fondo”.

È arrivata al punto di confrontare la situazione attuale in Italia a quella della Corea del Nord: “Sono sempre stata contraria ma diciamo che da oggi lo sono ancora un po’ di più visto che il fatto si è compiuto. Oggi non voglio parlare della libertà perché sarebbe troppo facile per me dire che un governo di tecnici, un governo d’emergenza si sta prendendo dei poteri inusitati. È sotto gli occhi di tutti, Brunetta dice che siamo all’avanguardia, in Corea del Nord staranno morendo di invidia”.

In collegamento a L’aria che tira il 13 Dicembre, Maria Giovanna Maglie continua a difendere i No Vax, parlando degli effetti avversi dei vaccini: “Queste minoranze infime di cui vi ostinate a parlare tanto infime non sono. Non sono persone che credono la terra sia piatta o che si sono riempite di vitamina D. Sono persone che vorrebbero decidere di cosa li vuoi inoculare e vorrebbero sapere perché, dopo quasi un anno, non si parla di quel gigantesco elefante nella cristalleria che sono gli effetti sanitari avversi.

C’è un integralismo dappertutto e non si dovrebbe raccontarne solo uno”.