Chi è Lia Quartapelle: vita privata, marito, Pd e Ucraina

Chi è Lia Quartapelle: la deputata del Pd ha fatto parlare della sua vita personale per il suo matrimonio ma si è esposta anche sull'Ucraina

Chi è Lia Quartapelle: la deputata Pd si è esposta dopo lo scoppio della guerra sui fatti in Ucraina. Il suo nome è circolato anche in ambito gossip per il suo matrimonio.

Chi è Lia Quartapelle: vita privata

Lia Quartapelle, nata nel 1982, è laureata in Economia dello sviluppo. Ha lavorato come economista presso la Cooperazione italiana in Mozambico per poi conseguire un dottorato di ricerca a Pavia. Dal 2009 è ricercatrice presso l’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale).

Lia Quartapelle: marito

Quartapelle è sposata con Claudio Martelli, 77 anni, ex numero due del Psi e ministro delle Giustizia nei governi guidati da Giulio Andreotti e Giuliano Amato. Martelli è stato già sposato con Daniela Maffezzoli, Anna Rosa Pedol e la nobile romana Camilla Apollonj Ghetti.

La coppia aveva annunciato le nozze nel gennaio 2020: il matrimonio era stato organizzato a Tel Aviv, in Israele, ma poi la pandemia di Covid li ha costretti a rimandare.

Lia Quartapelle e il Pd

Quartapelle  è stata segretaria del circolo 02PD e alle primarie del 2009 è stata eletta membro dell’Assemblea nazionale. È deputata dal 2013, capogruppo in commissione Esteri sempre per il Pd.

Quartapelle si è battuta per far ottenere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki, e fa parte della commissione d’inchiesta su Giulio Regeni.

La posizione sulla vicenda in Ucraina

La deputata Pd si è esposta sulla situazione Ucraina commentando anche la posizione di Salvini.

L’ha fatto su un post su facebook riprendendo un’intervista di Avvenire:

“Mentre da Kiev giungono notizie sempre più drammatiche a causa dell’intensificarsi dell’aggressione armata russa alla resistenza ucraina e le piazze italiane si riempiono al grido ‘No alla guerra di Putin’, ancora in queste ore Salvini è invece impegnato in calcoli economici sul prezzo da pagare per la libertà di un popolo e la democrazia. Le sanzioni, ripete come un mantra, devono essere ‘intelligenti’, mentre mettere Mosca fuori dal sistema bancario Swift, aggiunge, vorrebbe dire provocare un ‘black out’ per l’Italia”.

Bacchettata poi a Salvini: “Al leader della Lega, che passeggiando sulla Piazza Rossa diceva di sentirsi più a casa a Mosca che a Bruxelles e che avrebbe scambiato due Mattarella per mezzo Putin, va chiesto se si possono negare i valori di democrazia e libertà per un tornaconto economico. I diritti e l’indipendenza possono essere scambiati per bonifico bancario?”
Le idee della deputata Pd sono chiare su come procedere contro la Russia: “La realtà è che per affrontare la sfida di Putin occorre farsi carico anche delle conseguenze economiche svantaggiose che ne derivano.

Dobbiamo essere sempre pronti alle ipotesi negoziali, ma preparandoci allo stesso tempo anche a un terzo round di sanzioni più dure. Poi affronteremo insieme ai partner europei il come gestirne le ricadute, anche con interventi mirati a tutela delle categorie che ne pagherebbero maggiormente le conseguenze”.