Chi è Ciro Immobile: moglie, figli, carriera, stipendio, condanna per evasione fiscale

Chi è Ciro Immobile, attaccante e capitano della Lazio? Vittorie, vita privata, condanna per evasione fiscale

Ciro Immobile è un calciatore della Lazio, conosciuto anche per aver giocato diverse partite nella nazionale italiana. Attaccante della Lazio, di cui è capitano, si è laureato campione d’Europa nel 2021.

Chi è Ciro Immobile

Ciro Immobile, attualmente capitano della Lazio e attaccante, è nato il 20 febbraio 1990 e ha attualmente 32 anni. Ciro Immobile muove dunque i primi passi da calciatore nelle giovanili del Sorrento e successivamente in quelle della Juventus.

Come giocatore professionista si afferma prima nel Pescara portando la squadra ad una vittoria del campionato con la relativa promozione in serie A e poi nel Torino. Il debutto con la squadra bianca-azzurra avviene nel 2016. Ad ottobre arriva la prima doppietta contro l’Udinese e il primo di marzo 2017 segna il primo gol nel derby capitolino di Coppa Italia.

Nel 2021 ha vinto con la nazionale azzurra il titolo di campione d’Europa.

Il matrimonio

Ciro Immobile è sposato dal 23 maggio 2014 con Jessica Melena, dalla quale ha avuto già tre splendidi figli: Michela nata nel 2013, Giorgia nata nel 2015 e Mattia nato nel 2019. A maggio 2022, con una grandissima gioia ha annunciato l’arrivo del suo quarto figlio proprio con Ciro Immobile che andrà ad ingrandire di più una già bellissima e numerosa famiglia.

Lo stipendio

Attualmente il calciatore è legato alla Lazio con un contratto che scadrà il 30 giugno 2025.

Il rinnovo ha consentito ad Immobile di strappare un ingaggio da circa 4 milioni netti a stagione che corrispondono a 7,4 milioni di euro lordi.

La condanna per evasione fiscale

 

Ciro Immobile è stato condannato in via definitiva per evasione fiscale: dovrà pagare l’Irpef non versata dieci anni fa per le prestazioni del suo procuratore Alessandro Moggi.

La notizia, data dal quotidiano La Repubblica, è senz’altro una tegola per il calciatore.

La vicenda, ricostruita da La Repubblica, risale al 2012 ai tempi della cessione di Immobile dalla Juventus al Genoa (i club sono estranei) per 4 milioni di euro. La trattativa che aveva portato l’attaccante ai rossoblù era stata condotta da Alessandro Moggi, ed è proprio la sua posizione a creare problemi all’Agenzia delle Entrate: ufficialmente l’agente figurava come consulente del Genoa mentre secondo i magistrati agiva anche come procuratore di Immobile.

 Al centro dell’indagine, che ha portato poi alla condanna per evasione fiscale del calciatore, spiega anche Roma Today, una fattura emessa da Alessandro Moggi – all’epoca consulente dei rossoblù – che avrebbe agito, secondo la tesi dell’accusa, nella duplice veste di procuratore del calciatore e in quella di consulente del Genoa. In quest’ultima sua veste, però, avrebbe emesso una fattura all’interno della quale sarebbe stato individuato un compenso per il calciatore che, si legge nelle sentenze, non era sottoposto a contribuzione e quindi oggetto, secondo la finanza e la commissione tributaria, ad evasione fiscale.

Il verdetto della Suprema Corte, pubblicato a luglio, ha respinto il ricorso del calciatore contro la sentenza emessa nel 2019 dalla Commissione tributaria della Campania per “la sussistenza di reddito da lavoro dipendente sottratto a tassazione” per il quale è stata determinata “la maggiore Irpef dovuta per il 2012”.