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Chi è Cecilia Strada, la figlia di Gino Strada che salva vite in mare

Chi è Cecilia Strada, la figlia di Gino Strada e di Teresa Sarti, fondatori della ONG Emergency. Lei lavora per Resq e salva vite in mare.

Cecilia Strada è la figlia di Teresa Sarti e di Gino Strada, deceduto il 13 agosto in Normandia. Nata nel ’79, ha presieduto per 8 anni l’Ong Emergency, per poi occuparsi della comunicazione per Resqpeople, un gruppo di volontari che salvano vite nel Mar Mediterraneo. È sposata con il giornalista Maso Notarianni, con il quale ha dato alla luce un figlio. Ecco dunque chi è Cecilia Strada, la figlia del medico per la pace che salva vite in mare.

Chi è Cecilia Strada, la figlia di Gino Strada ex presidente di Emergency

Cecilia Strada, classe ’79, è l’unica figlia di Teresa Sarti e Gino Strada, entrambi deceduti. La madre, Teresa, è scomparsa il 1 settembre 2009, mentre Gino Strada si è spento proprio il 13 agosto 2021. Cecilia cresce a Milano. È che qui completa gli studi in Sociologia, e a soli 30 anni, in seguito alla morte della madre che allora ricopriva la carica, viene nominata presidente della ONG Emergency.

Resta nell’associazione umanitaria fondata dai genitori per ben 8 anni, impegnandosi a livello internazionale nel seguire le attività nei vari ospedali di Emergency. Si appassiona in particolare all’aspetto comunicativo del lavoro: cura i rapporti a livello locale, raccontando attraverso i media la propria esperienza sul campo. Nel frattempo, la figlia di Gino Strada redige diversi testi. Nel 2012 pubblica con Rizzoli Sulla nostra pelle. Le missioni di pace uccidono. Anche quelle italiane. E nel 2018, con lo stesso editore, La Guerra tra noi.

Il dopo Emergency: dalle pubblicazioni all’attivismo in mare

Dopo l’allontanamento da Emergency, Cecilia Strada ha iniziato ad occuparsi della comunicazione per Resq – people saving people. Gli obiettivi del gruppo di volontari riflettono le idee che hanno portato i genitori dell’attivista, nel 1994, a fondare la famosa associazione umanitaria. Spendersi per gli altri, essere solidali. Diverse foto sui canali social di Cecilia Strada infatti la ritraggono sull’imbarcazione, con la maglia “crew”, in procinto di salutare il porto, per andare al largo a prestare un aiuto. Poi, ancora, eccola immortalata tra le carte su cui la Resq segna la rotta, o vicino ai colleghi, testimone di un soccorso in mare.

Amici, come avrete visto il mio papà non c’è più – ha scritto Cecilia Strada sui social dalla nave su cui si trova – Non posso rispondere ai vostri tanti messaggi che vedo arrivare, perché sono in mezzo al mare e abbiamo appena fatto un salvataggio. Non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere…beh, ero qui con la ResQ – People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre. Vi abbraccio tutti, forte, vi sono vicina, e ci sentiamo quando possiamo“.

In particolare, il gruppo con cui opera Cecilia Strada si propone di ridurre le vittime nella rotta migratoria tra Africa ed Europa. “Gli SOS di chi naviga si perdono tra le one, e la gente muore – scrivono sul loro sito i Resq people – Il Mediterraneo, per secoli culla di civiltà e patrimonio di culture e visioni, oggi è diventato cimitero di persone alla ricerca di un futuro migliore. Vogliamo bloccare queste stragi. Vogliamo ribadire l’obbligo di rispettare la vita“.

L’allontanamento da Emergency: i motivi

Nel 2017 Cecilia Strada perde la carica di presidente nella famosa Ong italiana. Si scatenano polemiche sui social e la storia viene approfondita da L’Espresso, che con un’inchiesta sembra svelare i reali motivi dell’allontanamento, poi però smentiti dallo stesso fondatore di Emergency e dalla figlia Cecilia Strada.

Secondo L’Espresso, però, alla base della sfiducia ci sarebbero state due forti ragioni. Una legata alla linea politica della Ong, l’altra al timore di una parte della governance su come la figlia di Gino Strada avrebbe gestito il personale in futuro. L’associazione, per L’Espresso, si sarebbe trovata davanti alla scelta di dover imboccare un cammino preciso: o mantenere una linea apartitica, senza collaborazioni con imprese private, o lasciare che esse appoggiassero con dei finanziamenti la Ong, che a quel punto avrebbero rilasciato il logo a beneficio della reputazione degli investitori.

Cecilia Strada, sostenitrice della linea più ‘idealista’, nel 2014 si era già opposta alla partecipazione dell’allora presidente del consiglio Matteo Renzi alla partita del cuore organizzata da Emergency. Il quotidiano suppone dunque che le sue posizioni non fossero mutate nel tempo e che con i vertici si fosse giunti a uno scontro definitivo.

Il secondo motivo sostenuto da L’Espresso ha a che fare invece con chi avrebbe ereditato l’associazione alla morte del fondatore Gino Strada. A detta del tabloid si sarebbe trattato di rumors: alcuni dirigenti, timorosi delle possibili scelte della Strada avrebbero scelto di allontanarla.

La precisazione di Emergency: “In seguito alle speculazioni che abbiamo letto sulla stampa, ci teniamo a sottolineare che la decisione dell’avvicendamento alla carica di Presidente del Consiglio Direttivo di Emergency è stata maturata nell’ambito di una normale dinamica di confronto interno, teso a cercare sempre l’assetto più adatto alla crescita dell’organizzazione, come avviene ogni giorno in ogni realtà associativa – Cecilia Strada e Rossella Miccio“.