Chernobyl, perché i russi hanno lasciato la centrale: “soldati contaminati dalle radiazioni”

Chernobyl, perché i russi hanno lasciato la centrale: dopo poco più di un mese i soldati sono stati quasi costretti ad abbandonare il sito.

Chernobyl, perché i russi hanno lasciato la centrale: dopo più di un mese la centrale è stata liberata non per scelta ma per causa di forza maggiore. Sono queste le notizie che arrivano dall’Ucraina.

Chernobyl, perché i russi hanno lasciato la centrale

I soldati russi hanno lasciato la centrale di Chernobyl. Era ormai occupata da più di un mese, era il 24 febbraio quando fu invasa dai russi. A riportare la notizia è l’agenzia nucleare ucraina Energoatom.

Sempre secondo l’agenzia, sono “poche” le unità militari rimaste sul posto e gli ucraini sostengono anche di aver sottoscritto un accordo con i russi per riprendere il controllo operativo del sito. Nel pomeriggio del 31 marzo. la vicepremier Iryna Vereshchuk aveva parlato di una situazione “catastrofica: i russi non hanno il controllo della situazione. Si rischiano effetti ad ampio raggio. L’area della centrale deve essere smilitarizzata. Ho scritto una lettera al segretario generale dell’Onu Guterres per chiederlo”.

Media bielorussi: “soldati contaminati dalle radiazioni”

Molti soldati russi “sono stati portati via da Chernobyl con sintomi dovuti all’esposizione ad alte dosi di radioattività”. Lo riferiscono alcuni media bielorussi citati da Ukrainian Pravda, secondo cui i militari che presentano tali disturbi vengono portati al  Centro repubblicano bielorusso di ricerca e pratica per la medicina delle radiazioni e l’ecologia umana per ricevere assistenza.

Impreparati e anche incoscienti, perché i soldati russi alla guida dei camion, secondo la Reuters, non avevano equipaggiamento anti-radiazioni mentre si muovevano nella cosiddetta “Foresta rossa”, altamente contaminata, alzando nuvole di polvere.

Un dipendente dell’impianto aveva commentato che i soldati si stavano, in sostanza, “suicidando”. Inoltre, sembra che i soldati russi non avessero il controllo della situazione di un sito in uno stato di contaminazione. Il 26 marzo il ministero dell’Ambiente ucraino aveva annunciato che nella zona di esclusione vicino alla centrale nucleare erano stati individuati 31 incendi per una superficie totale di 10.111 ettari e la contaminazione radioattiva risultava in aumento.

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