Live

Che cosa cambia se si torna in zona gialla: regole e restrizioni

Torna il rischio Zona Gialla per molte regioni italiane: tutte le regole e restrizioni in caso di uscita dalla zona bianca.

Nei prossimi giorni, il Friuli Venezia Giulia rischia di finire in zona gialla. Con la quarta ondata, l’aumento dei contagi ha colpito quasi tutt’Italia e molte regioni rischiano di lasciare la fascia bianca. Ecco tutte le regole e restrizioni comportate dal passaggio alla zona gialla.

Zona gialla: tutte le regole e restrizioni. Cosa cambia?

Il passaggio alla zona gialla comporta alcune limitazioni, sebbene non siano drastiche come quelle del periodo di lockdown. I parametri che determinano il passaggio di una regione dalla zona bianca alla zona gialla sono tre:

  • L’incidenza superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti
  • L’occupazione delle terapie intensive oltre il 10%
  • L’occupazione dell’area medica oltre il 15%

Una regione passa in zona gialla solo se supera le soglie in tutti e tre i parametri contemporaneamente. Per quanto riguarda le regole, nelle aree gialle torna l’obbligo di mascherina all’aperto e il limite di quattro persone a tavola al ristorante. Restrizioni anche per spettacoli teatrali, cinema e concerti: ridotta al 50% la capienza massima delle sale. Per quanto riguarda gli eventi sportivi, la capienza è ridotta al 25% del massimo consentito. Il numero massimo di spettatori non può comunque eccedere le 2500 persone per gli spettacoli all’aperto o le 1000 per quelli al chiuso. La scuola resta in presenza e non sono previste ulteriori restrizioni per bar, ristoranti e altre attività commerciali.

Il rischio zona arancione e zona rossa

Le restrizioni diventano ben più pesanti in caso di passaggio alla zona arancione o ancor peggio alla zona rossa. Il passaggio alla zona arancione si ha quando l’incidenza supera i 150 casi ogni 100mila abitanti, il tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva supera il 20% e il tasso di occupazione dell’area medica supera il 30%. Per passare in zona rossa, invece, le soglie da superare sono del 30% per la terapia intensiva e del 40% per i reparti ordinari.

Per il momento i tassi di occupazione sono ancora lontani da queste cifre in tutte le regioni. Tuttavia in tutta Italia l’incidenza è superiore ai 50 casi per 100mila abitanti, con una media nazionale di 78 casi. In Friuli e in altre quattro regioni si rischia di andare oltre i 250 casi entro due settimane. Il Presidente della Regione Friuli, Massimiliano Fedriga, ha espresso molta preoccupazione per il rischio zona arancione:  “Il passaggio alla zona arancione sarebbe drammatico per l’economia, è una cosa che non possiamo e non dobbiamo permettere”. Anche il Presidente del Veneto Luca Zaia ha lanciato l’allarme“Altro che zona gialla, se continua così rischiamo la zona rossa”.