Candida Auris, morto il contagiato a Venezia: è la prima vittima in Italia

Candida Auris, prima vittima in Italia: morto il contagiato 70enne a Venezia. Aveva contratto il "fungo killer" durante un viaggio in Kenya.

Candida Auris, la prima vittima in Italia è a Venezia: morto contagiato 70enne. L’uomo ha contratto il fungo killer dopo un viaggio in Kenya. Era in ospedale dall’inizio del mese in condizioni gravissime. Dal 2019 sono trecento i casi di infezione in Italia.

Candida Auris, morto il contagiato a Venezia: prima vittima in Italia per il fungo killer

Il primo caso di infezione da Candida Auris in Veneto si è trasformato nel primo decesso causato dal “fungo killer” in Italia.

Un uomo di 70 anni originario di Mestre è morto a Venezia tre giorni fa, ucciso dal fungo e da un mix di altre patologie. L’uomo era ricoverato all’ospedale dell’Angelo di Mestre dall’inizio del mese, in condizioni gravissime. Aveva contratto il Candida Auris durante un suo viaggio di lavoro in Kenya, dove si era recato in una clinica privata per curare i suoi calcoli renali. Una visita che, alla fine, gli si è rivelata fatale.

Che cos’è il Candida Auris: il fungo killer resistente ai medicinali

Scoperto per la prima volta in Giappone poco più di 10 anni fa, il candida auris è noto ai più come il “fungo killer“. Si tratta di un fungo particolarmente pericoloso per l’uomo che determina diverse forme di candidosi. È un patogeno caratterizzato da alta contagiositàforte resistenza agli antimicotici e agli antibiotici comuni, oltre che da un elevato tasso di mortalità, superiore al 50%. Il CDC, il Centro del Controllo delle Malattie infettive, prende molto sul serio la sua pericolosità e lo considera una seria minaccia per la salute globale.

La trasmissione del “fungo killer” è in crescita nel nostro paese, motivo per cui il Ministero della Salute ha deciso di emettere una circolare in cui richiama alla prudenza: “In Italia dal 2019 sono stati descritti e notificati sia casi importati che autoctoni di colonizzazione o infezione, per un totale di circa trecento casi. Si raccomanda di seguire quanto più attentamente possibile le indicazioni per la riduzione del rischio, il riconoscimento, l’informazione ai soggetti coinvolti e la gestione dei casi di Candida Auris”.