Bonus matrimonio per chi decide di sposarsi in chiesa: le cifre e la proposta della Lega scatenano polemiche

Bonus matrimonio in chiesa: la proposta arriva dalla Lega e riguarda le cerimonie religiose. Numerose le polemiche nate.

Bonus matrimonio per chi decide di sposarsi con una cerimonia in chiesa. La nuova proposta della Lega mira a contrastare la crisi delle cerimonie religiose diminuite soprattutto nel periodo del Covid. Infatti, nel 2020 sono stati celebrati infatti 96.841 matrimoni, 87 mila in meno rispetto al 2019 pari al -47,4%.

Bonus matrimonio per chi decide di sposarsi in chiesa: le cifre

Bonus matrimonio per chi decise di sposarsi in chiesa fino a 20mila euro.

Questa è la proposta della Lega dinanzi alla crisi delle cerimonie religiose degli ultimi anni. La proposta si basa tra l’altro sulla detrazione del 20 per cento delle spese collegate alla celebrazione del matrimonio (religioso): dagli ornamenti in Chiesa, tra cui i fiori decorativi, la passatoia e i libretti, agli abiti per gli sposi, il servizio di ristorazione, le bomboniere, il parrucchiere, il make-up e il servizio fotografic

“La proposta di legge a mia prima firma, volta a incentivare il settore del wedding, che per questioni di oneri prevedeva un bonus destinato ai soli matrimoni religiosi, durante il dibattito parlamentare sarà naturalmente allargata a tutti i matrimoni, indipendentemente che vengano celebrati in chiesa oppure no”.

Così il deputato della Lega Domenico Furgiuele, primo firmatario della proposta di legge.

Tuttavia, come tutti i bonus, ci sono delle limitazioni e requisiti da rispettare. Gli sposi potrebbero ottenere un massimo di 2omila euro in cinque quote annuali. Non basta però sposarsi in chiesa: i beneficiari devono avere la cittadinanza da almeno 10 anni (“prima gli italiani”) e avere un reddito non superiore a 23mila euro o comunque non superiore a 11.500 euro a persona.

La proposta della Lega scatenano polemiche

La proposta della Lega ha suscitato diverse polemiche nel mondo della politica. Ad esempio su Twitter la rappresentante di Azione Mara Carfagna ha scritto: “Pronta la risposta della Lega romana e salviniana: lo Stato paghi 20mila a chi si sposa in chiesa. Altro che “libera Chiesa in libero Stato”, qui siamo ancora al Papa Re”.

Invece, il ministro della Difesa Guido Cosetto ribadisce: “Il bonus nozze non fa parte della manovra, è la proposta presentata da un deputato.

Non è mai passato in mente a Palazzo Chigi di dare un premio a chi si sposa in chiesa, non è un tema che interessa ad uno Stato laico”.

Per Benedetto della Vedova, esponente di Più Europa, la pdl “si inserisce nel filone dei bonus per qualsiasi cosa e, di per sé, non è così originale. A qualificarla nel solco reazionario della destra sovranista è il fatto che il beneficio andrebbe riservato a italiane e italiani da almeno 10 anni e che scelgono il matrimonio religioso, ovviamente rigorosamente etero: una perla di analfabetismo costituzionale”.

Mentre il senatore del Pd Enrico Borghi ricorda a tutti che “Chi crede in certi valori, non ha bisogno per testimoniarli della mancia corroborante: roba da mercanti del Tempio”.

 

 

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