Bonaccini e Picierno insieme per il Pd: l’ultimo scontro con Dario Franceschini

Bonaccini e Picierno hanno annunciato la loro alleanza per la segreteria del Pd durante un evento nella città di Roma.

Bonaccini e Picierno hanno ufficializzato la loro alleanza per scalare la segreteria del partito Democratico. Parole chiare quelle pronunciate da Bonaccini che si è dovuto anche difendere dall’attacco di Franceschini.

Bonaccini e Picierno insieme per il Pd

Il candidato alla segreteria Pd, Stefano Bonaccini ha annunciato nel corso di un evento a Roma una partnership con Pina Picierno. “Pina Picierno è una donna da combattimento come lo sono io. Come tutta la squadra che stiamo definendo insieme”. “Preferisco la metafora del tandem a quella del ticket. Pina è donna, giovane, eletta al sud. Averla qua è la conferma della dimensione europea”.    

Poi, Bonaccini ha mandato un messaggio anche ai suoi sfidanti alla segreteria: “Mando un saluto e un abbraccio a Schlein, De Micheli e Cuperlo. Da parte mia non sentirete mai una parola irrispettosa, ma solo di amicizia e affetto”, ha aggiunto.  Non sono mancate parole su possibili alleanze e su eventuali obiettivi. “Tutti i potenziali alleati sono affidabili nel momento in cui, sottoscritto un accordo, poi si rispetta”, ha detto Bonaccini. “Il punto non è alleanze a tavolino, ma sui programmi. Sono contrario ad alleanze fatte solo per battere gli altri”. “Voglio un Pd che riscopra una vocazione maggioritaria, che non è autosufficienza, ma se mi alleo con qualcuno lo faccio da una posizione di forza, non di subalternità”.

L’ultimo scontro con Dario Franceschini

Nelle ultime ore, hanno fatto discutere anche le parole di Dario Franceschini che innescato così una polemica: “La generazione mia e di Bonaccini ha guidato il partito ai vari livelli dal 2007 ad oggi e ora è giusto che lasci il passo”.

Ecco, poi, la replica di Bonaccini: “Io ho lavorato al Nazareno come responsabile enti locali per un annetto, poi me ne sono andato perché mi sono impegnato in Emilia Romagna, dove per due volte di seguito”. “Niente di personale, ma vi pare normale che nessun dirigente nazionale di livello sia stato candidato in un collegio uninominale per andare a prendere i voti uno a uno?”, si è chiesto Bonaccini facendo riferimento al collega Franceschini, candidato capolista al Senato a Napoli.

 

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