Ansaldo Energia, sciopero dei lavoratori a Genova continua: i motivi e il presidio blocca accesso in azienda

Ansaldo Energia, sciopero dei lavoratori nella città di Genova continua anche nel secondo giorno con presidio davanti all'azienda.

Ansaldo Energia, sciopero continua anche per il secondo giorno. Non si placa la protesta dei tanti dipendenti dell’azienda che rischiano il posto di lavoro. I sindacati sostengono i dipendentiche hanno deciso di bloccare gli accessi all’azienda.

Ansaldo Energia, sciopero dei lavoratori a Genova continua: i motivi

I lavoratori di Ansaldo Energia di Genova scioperano per difendere i proprio posto di lavoro. A seguito del comunicato di Cassa Depositi e Prestiti, “dove non viene nemmeno presa in considerazione la ricapitalizzazione dell’azienda, e di conseguenza il salvataggio della stessa e di centinaia di posti di lavoro – spiega una nota congiunta di Fim, Fiom e Uilm – si dichiarano per domani 8 ore di sciopero su tutti i turni”. 

“Il Comune di Genova è vicino ai lavoratori di Ansaldo Energia, un’azienda storica che rappresenta un’eccellenza per la nostra città.

Esprimo la piena solidarietà ai lavoratori con l’auspicio che la situazione possa risolversi in tempi brevi e nel modo migliore. Saremo a fianco degli enti preposti per la salvaguardia della continuità occupazionale, convinti che vadano tutelati i diritti dei lavoratori e la permanenza dell’azienda sul territorio”. Ha dichiarato il sindaco di Genova Marco Bucci.
“Pur condividendo le preoccupazioni dei manifestanti non dobbiamo dimenticare che il blocco stradale sta procurando notevoli danni alla città – aggiunge il sindaco – auspichiamo un confronto costruttivo tra le parti senza dover ricorrere a manifestazioni estreme a danno di Genova”.

Il presidio blocca accesso in azienda

Alle prime luci del mattino di giovedì 13 ottobre si è formato un presidio dei lavoratori che non fermano le loro proteste. Alcune centinaia di persone dalle 6 di stamani stanno bloccando le portinerie di accesso dell’azienda in quello che viene definito un ‘presidio permanente’.

“Hanno ragione i nostri sindacati – ha detto Toti – quando dicono che Ansaldo Energia è un’azienda strategica non solo per il nostro territorio ma per l’intero Paese, ne siamo tutti convinti e ne è convinto anche l’azionista Cassa depositi e prestiti con cui siamo in costante contatto.

In questo momento però sarebbe opportuno attendere l’insediamento del nuovo Governo e in quel momento saremo i primi, insieme a tutte le istituzioni del territorio profondamente convinte della necessità della sopravvivenza e del rilancio dell’azienda, a chiedere un confronto allargato alle parti sociali e a tutti gli attori coinvolti. Nel frattempo Cassa Deposito e Prestiti sta lavorando con il sistema bancario, che è quello che chiedono i sindacati, mentre il management sta perfezionando un piano industriale di cui Ansaldo ha bisogno”. 

Le dichiarazioni di Toti sulla vertenza Ansaldo Energia hanno provocato la dura reazione della Fiom Cgil: “Primo – comunica il sindacato – il Governo c’è ed è in carica tanto è vero che il Presidente Draghi tratta con Washington e Bruxelles.

Secondo, la Fiom non ha chiesto l’intervento del Governo ma la ricapitalizzazione a Cassa Depositi e Prestititi:​ sino a prova contraria l’azienda è una società per azioni ed è quotata in borsa e ha un consiglio di amministrazione che ha una propria autonomia finanziaria”. 

 

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