Amatrice, sei anni dal terremoto nel Centro Italia: cos’è cambiato e a che punto è la ricostruzione

Amatrice a sei anni distanza dal terremoto ecco a che punto sono le ricostruzioni e le opere di rifacimento della città.

Amatrice, sono trascorsi ormai sei anni dal terribile terremoto che ha causato tantissimi danni e ferite al Centro Italia. La comunità di Amatrice ogni anno ricorda ed omaggia chi non c’è più. Il dolore è ancora grande così come le ricostruzioni sono ancora tante da essere completate.

Amatrice, sei anni dal terremoto nel Centro Italia

Sono trascorsi sei anni dal 24agosto del 2016 quando il Centro Italia fu scosso da un terribile terremoto.

A subire maggiormente i danni fu la città di Amatrice che ancora oggi fa i conti con al ricostruzione. la scossa di magnitudo 6.0 causò 299 morti e 388 feriti, distruggendo vari centri abitati e frazioni nei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Le comunità si stringono in preghiera in queste ora per ricordare e rendere omaggio a chi non c’è più. “Come ogni anno anche questa volta, le due iniziative (fiaccolata e veglia) sono tassativamente interdette alla stampa”, precisa il Comune.

Dopo la veglia della notte, alle ore 10.30 è stata deposta una corona di fiori presso il Monumento ai caduti e alle 11 ha avuto inizio la messa al Campo sportivo, officiata dal vescovo Pompili. In rappresentanza del governo italiano è presente la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa.

Cos’è cambiato e a che punto è la ricostruzione

Sul fronte degli interventi pubblici, sono 365 le opere terminate ed altre 315 sono oggi in fase di cantiere.

I cantieri autorizzati oggi sono circa 7mila. “Anche gli interventi pubblici, nonostante le difficoltà generali, registrano passi avanti importanti”, viene scritto sul documento di un centinaio di pagine e che fa il punto sulla situazione della ricostruzione. La spesa effettiva, “grazie anche alle procedure veloci delle Ordinanze speciali per i comuni più colpiti”, ha spiegato il commissario Legnini, è arrivata a luglio a 768 milioni di euro, rispetto ai 559 di fine 2021 e i 265 milioni di fine 2020.

Nel giro di un anno, considerando anche i lavori sulle chiese, il numero dei cantieri pubblici chiusi è salito da 151 a 365. Quello dei cantieri aperti, 316, è raddoppiato, ed “è destinato a crescere sensibilmente entro la fine del 2022, sia per l’avanzamento della programmazione, che oggi vede quasi un miliardo di interventi in fase di progettazione e sempre più vicini alla cantierizzazione, sia per l’avvio concreto, entro dicembre, dei 525 interventi previsti nel cratere da NextAppennino, il Fondo complementare al Pnrr per le aree sisma 2009 e 2016″, ha specificato il commissario straordinario.

 

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