Agenzia delle Entrate, attenti alla nuova truffa via mail: come evitarla

Nuova truffa sul web, tutto sulle finte mail dell'Agenzia delle Entrate. Ecco come riconoscerle ed evitarle.

Allarme truffa, come evitare le finte mail dell’Agenzia dell’Entrate. L’ente governativo ha pubblicato un comunicato stampa in cui avverte i contribuenti della minaccia truffaldina. Questi messaggi a falso nome dell’Agenzia contengono virus e software dannosi. Scopriamo come riconoscerli ed aggirarli.

La truffa delle finte mail dell’Agenzia dell’entrate: come riconoscerla ed evitarla

Un nuovo imbroglio di alcuni pirati del web ha messo in subbuglio l’Agenzia delle Entrate.

Una serie di finte mail a nome dell’ente governativo ha cominciato a riversarsi nelle caselle di posta elettronica dei contribuenti. Si tratta infatti di un tentativo di phishing, ovvero una truffa in cui il pirata informativo si finge un ente autorevole allo scopo di farsi dare con l’inganno informazioni personali, come dati finanziari e codici d’accesso. L’Agenzia si è subito mossa per disconoscere ufficialmente le mail in oggetto con un comunicato stampa, avvertendo i cittadini del pericolo.

Nel comunicato l’ente avvisa i cittadini di ignorare i messaggi ricevuti, assicurandosi di non usare i link contenuti nelle mail e di non scaricare eventuali allegati. Questi ultimi potrebbero essere un mezzo, infatti per infiltrare virus e software dannosi nei dispositivi dei malcapitati. Ma come fare a riconoscere ed evitare le mail false?

Come riconoscerle: i quattro tipi di mail-truffa

I finti messaggi segnalati sono principalmente di quattro tipi, tutte contenenti un file in formato .zip o un file ‘Excel’ con macro (.xlsm), entrambi contenenti programmi nocivi.

Riportano tutti il logo dell’Agenzia delle Entrate e usano un variegato insieme di scuse per attirare le proprie “prede”. Bisogna fare attenzione ai seguenti messaggi:

  • E-mail che fanno riferimento a Generici problemi di comunicazione nell’oggetto. È, in verità, un modello molto facile da riconoscere. Il testo del messaggio è pieno di errori ortografici e alcune parole in altre lingue. Nel testo della mail viene segnalata una password per accedere all’allegato, che contiene ovviamente malware.
  • E-mail che parlano di un presunto Mancato versamento dell’imposta da bollo sulle fatture elettroniche emesse nel 4° trimestre 2021. Di norma hanno come mittente la mail [email protected]. L’Agenzia delle Entrate ha negato categoricamente di aver inviato messaggi con questo oggetto.
  • E-mail che si riferiscono ad incongruenze nelle liquidazioni periodiche Iva. Il mittente di questi messaggi falsi è solitamente Direzione <ufficioriscossioni[at]agenziaentrate.it>, mentre l’oggetto cita di solito un presunto Ordine di custodia sul registro tributario.

    Il testo della mail prova a indurre il lettore a scaricare le spiegazioni su tali incongruenze, contenute nel cassetto legale allegato. Anche in questo caso, il file contiene malware.

  • E-mail con oggetto Commissione parlamentare di osservanza sul registro tributario. Il mittente, in questo caso, è in genere Ufficio accertamenti <segreteria[at]ufficioagenzia.com>. Come nei casi precedenti, il messaggio contiene un allegato dannoso.