Economy La chiamano Yolo Economy (e se fosse solo disperazione?)

La chiamano Yolo Economy (e se fosse solo disperazione?)

Dopo un anno di pandemia e centinaia di videoriunioni, non è solo il lavoro a essere cambiato: anche i lavoratori lo sono. Il 40% della forza lavoro globale, infatti, avrebbe intenzione di cambiare datore di lavoro entro il prossimo anno. Un fuggi-fuggi generale ispirato anche da un nuovo approccio al lavoro e alla vita. La chiamano “Yolo Economy”, l’economia del Yolo, un acronimo reso popolare dal rapper Drake. Significa “You Only Live Once”, si vive una volta sola; e quindi, perché non rischiare e cambiare tutto, specie dopo l’esperienza traumatica del Covid-19?

Di Yolo Economy si è occupato recentemente il New York Times, raccontando come fior fior di professionisti stiano abbandonando il proprio lavoro, mettendosi in proprio oppure cambiando del tutto strada. Un rischio personale, una nuova impresa, persino una scommessa su un “lavoretto” portato avanti da tempo nei ritagli di tempo. È un fenomeno complesso che si accompagna ad altre tendenze, come l’ascesa della gig economy, le possibilità offerte dal digitale e la scomparsa dell’orario fisso.

E l’Italia?

Succede anche in Italia. Lo spiega il Sole 24 Ore, raccontando le scelte di alcuni giovani pronti al momento “Yolo”. Tra i settori più papabili, quelli legati al digitale e alla grafica, l’e-commerce e la sanità. Nel Belpaese, però, la percentuale di quelli pronti al grande salto sembra inferiore alla media mondiale: 33%.

E qui veniamo al cuore della Yolo Economy e della sua natura elitaria. È chiaro che il fenomeno interessi solo una fascia di persone privilegiate, e che siano pochi i lavoratori precari e sottopagati a poter fare una decisione simile. O meglio, nel loro caso non si parla di “Yolo” ma di semplice ricerca di un futuro, di un salario. Il fattore “Yolo”, è chiaro, scatta quando si parla di giovani già ben pagati e con un buon lavoro, che però sono pronti a rischiare – o a mettersi in proprio. 

Élite e crisi

Un trend, insomma, che è solo la punta più luminosa di un iceberg fatto di persone oberate, stanche, sottopagate ed esaurite, che decidono di cambiare. Rischiando. E ,spesso, perdendoci. Perché una cosa quelli della Yolo Economy l’hanno azzeccata: è vero che si vive una volta sola. Ma non tutti hanno i stessi mezzi per potersi permettere di cambiare carriera dall’oggi al domani.

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