Holiday Inn, Crowne Plaza e Federalberghi: il business negli hotel di Pierantonio Pegoraro, il re delle coop indagato a Milano

Inchiesta a Milano sul gruppo Cegalin, big delle pulizie negli alberghi. Sequestrati 22 milioni. Chi sono gli hotel citati nelle carte

Il lavoratore in cooperativa costa meno che un dipendente in Federalberghi“. In una mail del 29 luglio 2015 ci sono già 209 pagine di indagine. Quella che riguarda Pierantonio Pegoraro e i dirigenti del gruppo Ceagalin-Hotelvolver. Sono colossi dell’hotel service in outsourcing: pulizie, facchinaggio, servizio colazioni, restoring delle camere, lavanderia. Tutto. Con clienti di peso fra hotel di lusso, terme e stellati.

Cegalin-Hotelvolver, sequestro da 22 milioni

Sono loro ad essere finiti nel mirino della Procura di Milano. Il maxi gruppo che tra il 2013 e il 2016 si sarebbe avvalso di 21 società subappaltatrici con 7.022 dipendenti. L’obiettivo? Avere delle mere società-serbatoio di manodopera che nascono, muoiono, non pagano l’Iva, manipolano le buste paga e si passano i lavoratori. I magistrati hanno chiesto il commissariamento e sequestrato preventivamente 22 milioni di euro a recupero dell’Iva.

Il pm Paolo Storari, la bestia nera degli appalti: Uber, Dhl e ora Cegalin-Hotelvoler

È l’ennesimo tassello che finisce nella carte di Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e del pm Paolo Storari per evasione fiscale-contributiva e per il sistema dei fittizi subappalti di lavoro: nel 2019 fu il turno di Ceva Logistics, il colosso oggi francese della logistica. Nel 2020 di Ubereats e del caporalato sui rider.

A giugno 2021 ancora la logistica di Dhl Supply Chain Italy. Oggi le pulizie e i servizi negli hotel.

Hotel Teco, Hotel Cinque Giornate: chi sono gli alberghi che chiedono sconti

Che chiedevano sconti su sconti a Pierantonio Pegoraro e i suoi. “Se è possibile abbassare per il servizio colazioni da € 14,40 a € 14, servizio svolto in coop contro personale per 18 ore al mese”. A chiedere a Cegalin di abbassare le tariffe nel 2014 sono l’Hotel Teco a 3 stelle di via Lazzaro Spallanzani a Milano e l’Hotel Cinque Giornate.

“Un tuo riscontro è prezioso – scrive una dipendente a Pegoraro – sto presentando per loro un progetto restoring per 2 strutture tre stelle superior in centro a Milano, se tutto procede per il meglio viene esteso all’intero gruppo (8 hotels) nel 2015 ed un progetto facility management con Manzoni per 8 strutture facenti parte della loro Famiglia”.

La mail a Holiday Inn: “Il lavoratore in coop costa meno”

Abbassare prezzi e costo del lavoro, era il mantra.

Il dipendente in coop che costa meno che in Federalberghi? Il numero uno di Cegalin lo dice rivolgendosi a Roberto Cevoli, il General Director di del gruppo CHC che controlla residenze, hotel e gli Holiday Inn a Milano, Genova, Bologna e Torino.

Hotel Galles, Crowne Plaza, Milano Scala, Duca II, Hotel Cavour: tutti gli affari dell’uomo delle coop

Del resto nei documenti ci sono tutti – hotel lusso e meno lusso.

Nessuno è indagato perché i presunti reati sono in capo ai fornitori. Ma gli affari Cegalin li faceva con tutti. Una tabella allegata dagli inquirenti alle carte mostra per chi, quanto e dove si lavorava. Con l’Hotel Galles di Milano, 4 stelle in piazza Lima? 423mila euro. Con il Crowne Plaza, con l’Hotel Milano Scala, l’Hotel Cavour, il Duca II, il De la Ville di via Hoepli. E decine di altri.
In Veneto rapporti anche l’Hotel Aqua di Abano Terme, splendido centro termale per rilassarsi, di Gianluca Maregotto, vicepresidente della Federalberghi Terme Abano Montegrotto. Che si infuria per gli “svarioni del servizio di pulizia che avvengono sotto il vostro naso” minacciando di “fare come i miei clienti che quando qualcosa non va si fanno lo sconto. E intendo farmelo a colpi di qualche mille euro alla volta perché tale è per me il danno di un cliente da cura che non torna”.

A Roma si discute per 25 centesimi a stanza. “Quanto margine di scontistica ho?” chiede un dipendente di Cegalin Group al suo capo. “La struttura è adiacente al Gran Melia – scrive con riferimento al lussuoso hotel nel centro della Capitale in via del Gianicolo – i quali hanno parlato molto bene di noi. Fammi sapere anche se i prezzi che sono usciti sono troppo alti”.

AGGIORNAMENTO 10 NOVEMBRE 2021

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentili Signori,

In riferimento all’articolo apparso sul Vostro sito web il 9 luglio scorso a firma di Francesco Floris, teniamo a precisare quanto segue:

Ferme restando le iniziative che la proprietà del marchio Holiday Inn riterrà di assumere al riguardo ed espressamente riservato il diritto al risarcimento di tutti i danni, sia patrimoniali che non patrimoniali derivanti – anche indirettamente – dalla pubblicazione del predetto articolo, evidenziamo la totale estraneità sia di Roberto Cevoli che del Gruppo CHC rispetto a quanto in esso riportato circa la gestione del personale addetto all’appalto da parte del Sig. Pierantonio Pegoraro e di Hotelvolver; a scanso di qualsiasi equivoco possa sorgere in merito, rimarchiamo in particolare che nè il Sig. Cevoli nè altro soggetto facente parte del Gruppo CHC è mai entrato minimamente nel merito delle politiche retributive del suddetto personale, trattandosi, come noto, di decisioni riservate all’appaltatore/subappaltatore pena un’inammissibile ingerenza del committente nell’esercizio dell’impresa altrui che, ove vi fosse, pregiudicherebbe la genuinità dell’appalto stesso.

Inoltre ed in ogni caso, nè il Sig. Cevoli nè altro soggetto facente parte del Gruppo CHC ha mai inteso avallare in alcun modo eventuali pratiche scorrette da parte dell’appaltatore e/o dei suoi subappaltatori nei confronti dei lavoratori.

Per le ragioni che precedono ogni accostamento – anche per via indiretta o subliminale – fra il Sig. Cevoli/Gruppo CHC e le modalità di gestione del personale addetto all’appalto è ingiustificato e del tutto infondato.

Siamo quindi a chiederVi di smentire formalmente ogni possibile collegamento – di qualsiasi tipo e/o forma – anche solo in via ipotetica, fra il Sig. Cevoli/Gruppo CHC e le vicende riportate nell’articolo, dovendo altrimenti procedere in via giudiziale – anche in via d’urgenza – per la tutela della nostra immagine, con maggior aggravio di costi a Vostro carico”.

RISPOSTA DELL’AUTORE

Gentili,

che il signor Cevoli e il gruppo siano estranei all’indagine dal punto di vista penale è stato correttamente riportato nell’articolo. Riportiamo tuttavia per Vostra conoscenza il contenuto della mail inviata il 29 luglio 2015 dal sig. Pierantonio Pegoraro e diretta al dottor Roberto Cevoli sull’indirizzo istituzionale del gruppo CHC:

“Egregio dott. Cevoli,

Sono d’accordissimo con il nostro consulente Rinaldi Vito, il lavoratore in cooperativa costa molto meno che un dipendente in Federalberghi però non riusciamo a scendere sotto i € 13,50 considerando tutto ed è già un prezzo di favore. Allego costo di un facchino con contratto Federalberghi senza costi aziendali, come potrà verificare al di sotto dei € 16,00 è impossibile scendere. Ci scusiamo ma ai prezzi che trova (e ne sono sicuro) noi non riusciamo, si può scendere fino ad un certo punto oltre è troppo”.

Francesco Floris