Direzione Nord: il futuro del lavoro tra digital skills, diversity & inclusion

L'incontro tra Fabrizio Sala, Alessia Cappello, Francesco Buzzella, Barbara Cominelli, Barbara Marini e Mauro Solimene

La transizione verso una nuova normalità è stato il focus dell’incontro Il futuro del lavoro tra digital skills, diversity & inclusion organizzato nell’ambito della rassegna Direzione Nord, in corso al Palazzo delle Stelline a Milano, organizzata dall’Associazione Amici delle Stelline e da Inrete con il patrocinio della Fondazione Stelline. All’incontro hanno preso parte Fabrizio Sala, Assessore per l’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione Regione Lombardia; Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro Comune di Milano; Francesco Buzzella, Presidente Confindustria Lombardia; Barbara Cominelli, CEO JLL Italia; Barbara Marini, CEO Intercept Pharmaceuticals Italia; Mauro Solimene, Country Leader Salesforce Italia.

Quanto il dialogo tra istituzioni e aziende è importante per la costruzione del nuovo periodo che ci attende? “Credo che aziende, istituzioni e scuola siano i tre pilastri su cui costruire. La formazione è un asset fondamentale su cui intendiamo investire anche con i fondi del PNRR– ha risposto Sala-. Su questi tre pilastri si può fondare il confronto e l’attuazione di ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico e di tutte le sfide che ci attendono per creare un futuro migliore”.

Nei prossimi mesi e anni “serviranno talenti di tipo differente rispetto ad oggi, per esigenze di tipo organizzativo, di processo. La formazione digitale quindi sarà molto variegata e noi vogliamo contribuire all’ecosistema grazie al Digital Talent Factory, un progetto di progetti in collaborazione con università e terze parti per fornire talenti all’economia e contribuire alla crescita del Paese”. Così Mauro Solimene, country leader Salesforce Italia.

Il lavoro rappresenta certamente uno snodo fondamentale per la ripresa e “Milano– ha aggiunto Alessia Cappellosta lavorando proprio al Patto per il lavoro, per rispondere alle categorie più fragili che hanno pagato e stanno pagando il costo della pandemia.

Chi è rimasto ai margini del contesto lavorativo è al centro del nostro lavoro. Milano muoveva prima della pandemia oltre 3 milioni di persone al giorno. Questo patto è scritto con le sigle sindacali, Confcommercio, Confindustria e con le parti istituzionali con l’obiettivo di arrivare alla firma il 28 e 29 aprile”.

Il capitale umano – ha commentato Buzzellaè il pilastro della nostra storia e del nostro Paese. Siamo in piena transizione tecnologica e dovremmo puntare sull’orientamento per reperire risorse specializzate”.

Di talento ha parlato Solimene “Ci avvaliamo di un ecosistema – ha spiegato parlando della propria azienda- che genera valore che viene ridistribuito sul territorio. Entro il 2026 avremo bisogno di 36mila nuovi talenti digitali”.

Capitale umano, innovazione e parità di accesso al lavoro: “Dobbiamo favorire l’accesso delle donne nel mondo del lavoro – ha detto Cominelli-. Quindi le aziende devono fare uno sforzo lavorando con le istituzioni sul territorio. Un’azienda che non ha delle donne in leadership non ha attivato degli asset fondamentali per essere competitiva”.

Anche nel settore farmaceutico le cose non sono diverse. “All’inizio, nel settore che rappresento– ha raccontato Marinic’era una grande rappresentanza di donne. Essere donna per me è stato un punto di pressione per affrontare il tema della diversità sul luogo di lavoro che deve essere tenuto in considerazione a prescindere dal genere”.