Gli scontri social e le voci: tutta la fuffa sulla cessione dell’Inter

C'è un mondo parallelo fatto di social e Youtube dove le informazioni a volte nascono fino ad arrivare alle grandi testate nazionali

C’è un mondo parallelo fatto di social e Youtube dove le informazioni a volte nascono fino ad arrivare alle grandi testate nazionali. Mondo dove non solo si combatte in difesa della propria linea e opinione, ma soprattutto si attacca l’avversario. Persino quando in origine queste comunità sono legate alla stessa squadra. Così, navigando tra twitter e la principale piattaforma video del mondo, ci si imbatte facilmente in uno scontro che va avanti ormai da mesi e che negli ultimi giorni ha toccato livelli di tensione elevatissimi.

Al centro di tutto c’è l’Inter, o meglio, la cessione dell’Inter

Al centro di tutto c’è l’Inter, o meglio, la cessione dell’Inter. Cambio di proprietà che dall’inizio del 2022 è sulla bocca dei tifosi, più per la disperazione davanti alla politica di ristrettezze economiche ormai scelta da Suning, che per oggettività. Da gennaio infatti si è parlato di arabi, di fondi americani, addirittura di un interessamento del Signor Alinghi, all’anagrafe Ernesto Bertarelli (che, raccontano, si sarebbe fatto una grassa risata nel leggere certe «notizie» avendo lui da anni spiegato bene che non vuole aver nulla a che fare con l’Italia ed il mondo del calcio. Molto meglio la vela…). Voci che vengono giustificate nel modo più approfondito e comico al tempo stesso.

Tra le più utilizzate:

“L’ho sentito da ambienti del mondo finanziario, non calcistico. Sai, queste cose viaggiano sopra la testa dei dirigenti». Oppure: «Conosco un amico di un grande studio legale di Milano che sta gestendo in segreto la cosa: è tutto fatto”. Sta di fatto che nelle ultime tre settimane la cosa è in qualche maniera esplosa, con una vera guerra tra due chiamiamole chat-live di tifosi nerazzurri.

La prima va raccontando che la cessione al fondo sovrano dell’Arabia Saudita, il fondo Pif, sia cosa fatta

La prima va raccontando che la cessione al fondo sovrano dell’Arabia Saudita, il fondo Pif, sia cosa fatta. Non solo: si parla di documenti visionati, di contratti tradotti nelle ambasciate, di Zhang padre strafavorevole alla cessione mentre il figlio Steven “ha fatto di tutto per restare”. A comprovarlo, dettagli su incontri a Milano, cene in Svizzera, soldi spostati a New York e persino un accenno di geopolitica mondiale secondo cui nel vertice tra Arabia e Cina dello scorso dicembre a Riad Bin Salman e Xi Jinping abbiano parlato anche della cessione della società nerazzurra.

Dall’altra parte ovviamente ci sono gli scettici

Dall’altra parte ovviamente ci sono gli scettici, quelli che “ho parlato con l’ambasciatore dell’Arabia in Italia, mi ha smentito tutto“, oppure: “conosco gente del mondo del petrolio; Aramco (la compagnia petrolifera saudita con un fatturato da 350 mld di dollari l’anno) è interessata solo alla Formula 1, non al calcio»; per chiudere con il politologo: “Dopo il Qatar è impossibile che il Governo italiano permetta un’operazione del genere”. Fantasia, verità, accuse e difese, sport, economia e geopolitica.

Alla fine, ad oggi, non è successo nulla, nessuno ha poi pubblicato una carta, un documento, una foto, un video che possa in qualche modo far pensare che ci sia del vero oltre alle parole. E questa mancanza di elementi, nel mondo giornalistico serio, significa una cosa sola: fuffa….