Si è svolta ieri presso l’Auditorium “Enzo Zappalà” del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania la presentazione del volume “Volevo fare il Viceré” dell’Avv. Salvatore Trifirò, nell’ambito di un incontro che ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo accademico, giuridico e delle professioni. Dopo i saluti istituzionali portati da Ida Nicotra, Presidente della Scuola Superiore di Catania, Giuseppe Meliadò, già Presidente della Corte d’Appello di Roma, Antonino Guido Distefano, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania, e Vincenzo Vacirca, Presidente del Consiglio Notarile di Catania e Caltagirone, sono intervenuti Giancarlo Ricci, Ordinario di diritto del lavoro, Giuseppe Speciale, Ordinario di Storia del diritto, e Claudio Corbino, Presidente dell’Associazione Diplomatici.
L’evento, introdotto e moderato dal Prof. Salvatore Carrubba, già Direttore del Sole24 Ore e Presidente del Teatro Stabile di Catania, è stato caratterizzato da interventi intensi e partecipati, nei quali la passione, la stima e l’affetto nei confronti dell’autore hanno rappresentato il filo conduttore dell’intero pomeriggio. Tutti hanno ricordato non soltanto il professionista di straordinario talento, ma anche l’uomo che, attraverso il suo lavoro e il suo esempio, ha lasciato un segno profondo nella cultura giuridica italiana.
Nel corso della discussione è stata più volte sottolineata l’eccezionale competenza dell’autore nel diritto del lavoro, disciplina alla cui evoluzione ha contribuito in misura determinante. È stato ricordato come la giurisprudenza non nasca nel vuoto, ma si alimenti delle tesi, delle intuizioni e delle argomentazioni sviluppate negli atti dei legali: in questo senso, Trifirò è stato indicato come uno dei protagonisti che hanno contribuito a costruire il moderno diritto del lavoro italiano, suggerendo attraverso le sue difese principi e orientamenti successivamente accolti dalle decisioni dei giudici.
Uno dei momenti più toccanti dell’incontro è stato quando l’autore ha letto alcune pagine del libro dedicate al difficile distacco dalla madre, rimasta vedova, nel momento in cui lasciò la Sicilia per trasferirsi a Milano e intraprendere il proprio percorso professionale. Un passaggio che ha restituito al pubblico il valore umano della sua storia personale, suscitando profonda partecipazione e commozione.
Nel ripercorrere le tappe della sua carriera, è stata inoltre richiamata la stagione particolarmente difficile degli anni Settanta, quando la contrapposizione tra impresa e lavoro raggiunse livelli di estrema tensione. È stato ricordato come, in quegli anni segnati dal terrorismo e da forme di conflitto sociale particolarmente radicali, gli avvocati che assistevano e difendevano le aziende fossero esposti a gravissimi rischi personali, arrivando in alcuni casi a essere vittime di attentati, gambizzazioni e omicidi. Lo stesso Avv. Trifirò è scampato a ben due attentati.
L’incontro ha così offerto non soltanto l’occasione per presentare un libro autobiografico, ma anche per riflettere su un’importante stagione della storia economica, sociale e giuridica del Paese, attraverso la testimonianza diretta di uno dei suoi protagonisti più autorevoli.
La numerosa partecipazione di studenti, professionisti e rappresentanti delle istituzioni ha confermato l’interesse per una figura che continua a essere un punto di riferimento per il mondo del diritto e per le nuove generazioni di giuristi.
