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Tutto sulle Paralimpiadi: oggi la cerimonia di apertura all’Arena di Verona

Tutto sulle Paralimpiadi: oggi la cerimonia di apertura all’Arena di Verona

Oggi, venerdì 6 marzo, l’Arena di Verona  si prepara per accogliere la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. In prima serata, e non è un caso, proprio su Rai 1. Portare questo evento in prima serata, pochi giorni dopo Sanremo, è un atto di coraggio e dimostra la consapevolezza dell’importanza delle Paralimpiadi. Seguirla sarà importante, la crescita civile passa anche da questi momenti sottolinea Alfredo Accatino, direttore creativo della serata.

Dietro le quinte di uno spettacolo: Life in Motion

“Abbiamo ragionato su due titoli, da Beauty in Action a Life in Motion. Una sorta di saga divisa in due capitoli,” rivela Accatino. Il messagio  è uno solo: il movimento come cambiamento, come superamento delle barriere per chi lo sport lo fa davvero, spesso ignorato tra le maglie larghe della retorica nazionale. E anche come filo conduttore, declinato tra valori universali, pace (un sogno?), amore e diritto alla piena inclusione.

Polemiche senza bandiera (letteralmente)

Quest’anno lo show va avanti senza portabandiera. Niente atleti in parata – una decisione che sa tanto di “problema logistico” (le gare iniziano domani mattina in sedi distanti) ma che è inevitabilmente anche frutto della scelta controversa di far sfilare atleti russi e bielorussi con bandiera e inno. Dodici nazioni – Ucraina in testa, poi Canada, Francia, Polonia, Germania e altre – hanno scelto il boicottaggio della cerimonia. I volontari porteranno le 46 bandiere in rappresentanza di 57 paesi in gara. Alla fine dei giochi diplomatici, un dato resta: anche così, “saranno le più belle di sempre” parola del Comitato Paralimpico Internazionale (IPC).

Numeri, record e un’Italia da medaglia (culturale e sportiva)

665 atleti da 50 Comitati Nazionali per 79 eventi in 6 sport: sci alpino, nordico, biathlon, hockey su ghiaccio, snowboard e curling in carrozzina. Cina (70), USA (68), Italia (42) e Canada (46) con le delegazioni più nutrite. Per l’Italia è primato di partecipazione: 42 atleti (37 uomini e 5 donne), 13 esordienti e – nonostante le solite criticità logistiche – un progetto Paese, dice il presidente del CIP De Sanctis, “dove lo sport è uno solo ed esiste l’atleta non il disabile“. Obiettivo dichiarato tra le sette e dieci medaglie, ma soprattutto lasciare un’eredità culturale, consolidando il cambiamento di sguardo sulla disabilità.

Protagonisti e simboli tra passato e futuro

Su tutti, l’alfiere azzurro Giacomo Bertagnolli. La responsabilità mi fa piacere perché vuol dire che hai lavorato bene in questi anni e io vorrei continuare a essere tra gli atleti migliori al mondo. Sarebbe un sogno vincere l’oro a Milano-Cortina dice. Atteso anche lo show di Stewart Copeland, i Meduza, le giovani voci di X Factor, e il dj Miky Bionic col suo sound “bionico”. Intanto, in platea anche Mattarella e Meloni – la politica che (ri)scopre l’inclusione almeno davanti alle telecamere.
E a presidiare tutto, la mascotte Milo – l’ermellino senza una zampa che, “Gli ostacoli sono trampolini”, a dimostrazione che anche un disguido può diventare forza.

Una cerimonia contro le ipocrisie

Dunque: spettacolo, orgoglio d’Italia ma anche la polemica (giusta?) che bussa alle porte del sistema. La Paralimpiade esibisce inclusione, ma forse ci sarà ancora molto da fare per avviamento e promozione dello sport per persone con disabilità. Gli applausi stasera li prenderemo tutti, la vera sfida è non accontentarsi delle solite promesse. La platea è avvisata.