Dopo quasi nove mesi di incertezze e speranze, il caso della scomparsa di Thomas Grumer, manager altoatesino di Bolzano, ha trovato una tragica conclusione. Le autorità hanno confermato che i resti rinvenuti a metà febbraio nelle acque intorno a Ibiza appartengono al 42enne. La conferma dell’identità è arrivata grazie all’esame del Dna, un passaggio che secondo le fonti ufficiali si è reso necessario data l’avanzato stato di decomposizione del corpo.
Dalla scomparsa al ritrovamento: una cronologia dei fatti
Grumer si era trasferito nell’aprile 2025 nell’isola spagnola per lavorare in una struttura ricettiva del settore alberghiero-ristorativo. La sua sparizione risale però allo scorso agosto: “L’allarme era stato lanciato lo scorso agosto da amici e parenti, dopo che da troppo tempo non riuscivano a mettersi in contatto con lui“. Da quel momento erano state condotte ricerche approfondite, ma nessuna aveva dato risultato immediato.
Un primo, importante riscontro si ha solo a settembre, quando viene trovato il motorino di Grumer vicino al mare della zona di Cala Llonga. Da quel momento le indagini si concentrano sulle aree circostanti, ma senza successo concreto. Solo a metà febbraio, alcuni resti umani vengono segnalati sul fondale marino. L’identificazione, grazie al confronto del materiale genetico con quello prelevato dai familiari, arriva alcuni giorni più tardi.
Le cause della morte restano sconosciute
Attualmente non sono state fornite informazioni precise sulle cause del decesso. Le fonti riportano che: “Le autorità non hanno spiegato quali siano le cause del decesso e nessuna ipotesi viene esclusa”. Restano quindi aperte tutte le eventualità, dalla possibilità di un incidente fino ad altre ipotesi più complesse. Non si esclude alcuna pista investigativa, secondo quanto dichiarato dagli inquirenti locali. La prudenza e il riserbo delle autorità evidenziano le difficoltà che spesso accompagnano casi di questo tipo.
Thomas Grumer, ricordato come un professionista esperto e stimato nel settore della ristorazione, aveva lasciato Bolzano la primavera passata per iniziare una nuova esperienza lavorativa all’estero. La notizia della sua scomparsa aveva suscitato tristezza e preoccupazione nei suoi conoscenti e nella comunità d’origine. Secondo quanto riferito, “tutte le ricerche condotte subito dopo la scomparsa non avevano portato a nulla”, fino all’improvviso ritrovamento del corpo in mare.
In seguito alla conferma del Dna, ora le autorità spagnole intendono proseguire con gli accertamenti per stabilire con precisione le circostanze della morte. Non risultano dichiarazioni ufficiali sulle tempistiche delle indagini future, ma la comunità rimane in attesa di ulteriori chiarimenti dalle istituzioni. Al momento nessun dettaglio è stato fornito riguardo alla restituzione della salma ai familiari.
