Home Politics Geopolitics Iran, colpita l’ambasciata americana a Riad. Israele attacca il Libano

Iran, colpita l’ambasciata americana a Riad. Israele attacca il Libano

Iran, colpita l’ambasciata americana a Riad. Israele attacca il Libano

Nella notte tra lunedì e martedì, due droni hanno colpito l’ambasciata degli Stati Uniti a Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita, in un episodio che il Ministero della Difesa saudita ha definito causa di un “incendio limitato” con danni considerati “lievi”. Tuttavia, fonti statunitensi attribuiscono l’azione all’Iran, portando la rappresentanza americana a sospendere le attività consolari e a invitare i cittadini americani a evitare l’area circostante fino a nuova comunicazione. La situazione di allerta si è rapidamente estesa anche alle sedi diplomatiche di Gedda e Dhahran.

Chiusura delle ambasciate americane nella regione

A seguito dell’attacco, gli Stati Uniti hanno disposto la chiusura anche della loro ambasciata in Kuwait. In una nota pubblicata su X, la rappresentanza statunitense ha comunicato la sospensione temporanea di tutte le attività consolari e la cancellazione degli appuntamenti, ordinari ed emergenziali, indicando tra le ragioni le “tensioni regionali in corso”. Il Dipartimento di Stato americano ha inoltre ordinato la partenza obbligatoria del personale governativo non essenziale e dei familiari da Giordania, Bahrein e Iraq, “per motivi di sicurezza“. Viene segnalata una minaccia persistente di attacchi con droni e missili e il rischio di interruzioni dei voli commerciali e di possibili attentati terroristici, nonché rapimenti.

Trump: “Presto l’Iran scoprirà la risposta all’attacco a Riyadh”

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato pubblicamente che “presto” l’Iran scoprirà la risposta all’attacco subito a Riyadh. “Risponderemo presto”, ha affermato, precisando che schiererebbe truppe “solo se necessario” e senza fornire dettagli sulle possibili azioni future. Trump ha anche sottolineato: “Scorte di munizione illimitate, possiamo combattere per sempre”. Numerosi cittadini statunitensi sono stati invitati a lasciare quattordici Paesi della regione con mezzi commerciali.

L’attacco di droni a Riad si colloca sullo sfondo della guerra innescata dalla recente offensiva israelo-americana contro l’Iran. Gli Stati Uniti hanno annunciato che, dall’inizio del conflitto, sei loro militari hanno perso la vita; il pregresso conteggio delle vittime era di quattro. Secondo quanto dichiarato dal Segretario di Stato americano Marco Rubio, Washington ha colpito più di 1.250 obiettivi strategici tra cui centri di comando, siti di missili balistici e sottomarini, con l’intento di “paralizzare la capacità di Teheran di reagire contro gli interessi statunitensi nella regione”.

Israele continua gli attacchi in Libano

L’esercito israeliano ha confermato di proseguire le operazioni contro obiettivi legati a Hezbollah, la milizia sciita filo-iraniana, nella capitale libanese Beirut. La televisione Al-Manar, affiliata a Hezbollah, ha dichiarato che i suoi uffici sono stati colpiti in uno dei raid aerei. Israele ha fatto sapere che la sua azione militare rappresenta una risposta agli attacchi del gruppo, definiti da Hezbollah come “atti difensivi” dopo oltre un anno di operazioni israeliane connesse alla guerra a Gaza. Le autorità israeliane hanno specificato che “tutte le opzioni sono sul tavolo”, includendo una possibile offensiva di terra in Libano.

Allerta ai cittadini e rischi per la navigazione

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha minacciato di “bruciare” qualunque nave tenti di attraversare lo Stretto di Hormuz, cruciale per il commercio mondiale di petrolio e attualmente sede di tensioni notevoli che paralizzano la navigazione. Gli attacchi missilistici e le intercettazioni di droni coinvolgono anche altri paesi: il Qatar ha segnalato l’intercettamento di due missili balistici su Doha, subito dopo forti esplosioni udite in città, mentre negli Emirati Arabi Uniti un drone ha incendiato un deposito di carburante.

Le difficoltà dei negoziati

Teheran ribadisce di essere “pronta per una lunga guerra” e ha espresso il rifiuto di qualunque dialogo con Washington. In seguito all’uccisione del leader supremo Ali Khamenei in un attacco di sabato, le autorità militari iraniane hanno affermato: “Gli Stati Uniti non saranno più al sicuro in nessuna parte del mondo“. Dall’inizio del conflitto l’Iran ha dichiarato di aver colpito oltre 500 siti riconducibili a Stati Uniti e Israele. L’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Energia Atomica ha invece riferito che non risultano “indicazioni” di attacchi ai siti nucleari iraniani dal fine settimana.

L’intrecciarsi delle azioni militari e delle ritorsioni diplomatiche mantiene alta la tensione in tutta la regione, con un livello di rischio che secondo le fonti ufficiali “potrebbe rendere difficile il rientro di cittadini e personale non essenziale”. Non è chiaro se e come si arriverà a una de-escalation, poiché le posizioni ufficiali delle parti coinvolte confermano la volontà di proseguire in assenza di negoziati. Resta inoltre da valutare l’impatto degli incidenti sulla sicurezza energetica e commerciale internazionale.