Enrica Bonaccorti, storica conduttrice e autrice televisiva italiana, è morta all’età di 76 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al pancreas. Negli ultimi mesi Bonaccorti aveva scelto di condividere pubblicamente il suo percorso di malattia, rivelando nel settembre 2025 la sua condizione e raccontando in televisione di “essere in un limbo”. Si è spenta presso l’Ars Biomedica di Roma, lasciando un vuoto nel mondo dello spettacolo italiano.
Una carriera lunga cinquant’anni
Bonaccorti ha attraversato cinquanta anni di carriera in continua evoluzione. Dal debutto negli anni Settanta come attrice di teatro con Domenico Modugno in “Adelaide antica”, fino al successo come conduttrice televisiva, la sua versatilità è rimasta uno dei segni distintivi della sua identità profesionale. È stata autrice di alcuni grandi classici della musica italiana, firmando i testi di “La lontananza” e “Amara terra mia”.
L’esplosione televisiva e il rapporto con il pubblico
La popolarità di Enrica Bonaccorti cresce tra gli anni Ottanta e Novanta. La vera svolta arriva con “Italia sera” (1983-1985) e soprattutto con “Pronto, chi gioca?“, trasmissione che rivoluziona il mezzogiorno televisivo italiano e la consacra come “signora del mezzogiorno”. La sua conduzione garbata e autorevole viene premiata con numerosi Telegatti.
Nel 1987 si consuma il passaggio dalla Rai alla Fininvest, dove guida trasmissioni come “Cari genitori” e la prima edizione di “Non è la Rai“, contribuendo a cambiare il linguaggio della TV d’intrattenimento. Rimane celebre l’episodio del “Cruciverbone” (1991): Bonaccorti si accorge che una concorrente risponde prima che le sia stata letta la domanda, smascherandola in diretta. Questo episodio evidenzia una “allergia a qualsiasi tipo di compromesso professionale“.
Radio, romanzi e l’omaggio degli artisti
Lontano dalle telecamere, Bonaccorti si reinventa come voce radiofonica (“Chiamate Roma 3131“) e come autrice di romanzi, tra cui “La pecora nera”, “L’uomo demanio” e “Il condominio”. I suoi racconti vengono accolti con favore dalla critica, mettendo in luce “una narratrice attenta alle sfumature dell’animo umano“.
Recentemente anche i colleghi dello spettacolo le hanno reso omaggio. Renato Zero, suo amico storico, nel corso di un concerto ha scelto di interrompere la musica per salutarla pubblicamente. “Coraggiosa, onesta e di una dignità rara” le ha riconosciuto dal palco, mentre il pubblico applaudiva spontaneamente. Un segno tangibile dell’impatto lasciato da Bonaccorti nella cultura italiana, nonostante i tanti cambiamenti vissuti nel tempo.
Una presenza schietta e colta
Negli ultimi anni Bonaccorti è rimasta protagonista nei talk show televisivi e su nuovi canali, portando avanti la sua cifra “di schiettezza professionale” e mantenendo “sempre un rapporto molto sincero con i telespettatori”. Con lei, la televisione italiana perde una delle figure più riconoscibili e poliedriche della sua storia recente. La sua eredità rimane legata alla fermezza, alla coerenza e allo stile che per decenni hanno caratterizzato la sua presenza pubblica.
