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Netlix si sfila, ora è Paramount a comprare Warner Bros

Netlix si sfila, ora è Paramount a comprare Warner Bros

L’accordo Paramount-Warner Bros Discovery: la cronaca

Paramount Skydance acquisirà tutti gli asset della Warner Bros Discovery (Wbd), ponendo fine a una trattativa complessa e densa di colpi di scena. Dopo settimane di speculazioni e offerte concorrenti, Netflix ha scelto di non rilanciare rispetto alla proposta di Paramount, considerata dal consiglio di amministrazione di Wbd come “superiore”. Paramount ha messo sul piatto 31 dollari per azione, per un totale che raggiunge circa 111 miliardi di dollari, e l’acquisizione coinvolgerà lo storico studio cinematografico, il servizio streaming HBO Max e una serie di canali via cavo, tra cui spicca la Cnn.

L’esclusione di Netlix e le dichiarazioni ufficiali

Netflix ha stabilito di non proseguire nell’asta, motivando questa scelta come una valutazione di convenienza strategica. “Noi siamo sempre stati alle regole, e al prezzo richiesto pareggiare l’offerta di Paramount non è per noi attrattivo”, hanno dichiarato i co-amministratori delegati Ted Sarandos e Greg Peters in un comunicato. Hanno poi aggiunto che “per Netflix l’accordo era qualcosa da mandare in porto al giusto prezzo, e non è mai stato un must have a qualsiasi prezzo”. Sarandos aveva sottolineato già nei giorni precedenti che si trattava di “un accordo commerciale, e non politico”.

I termini finanziari e le penalità previste

Tra le condizioni finanziarie più rilevanti, Paramount si è impegnata al pagamento di 7 miliardi di dollari in penali nel caso in cui gli enti regolatori dovessero bloccare la fusione. Inoltre, Paramount risarcirà direttamente Netflix con una penale di 2,8 miliardi di dollari, cifra che Warner avrebbe dovuto pagare a Netflix per la mancata realizzazione dell’accordo siglato lo scorso dicembre.

Le radici politiche dell’intesa e i possibili rischi

L’accordo assume una rilevanza politica, soprattutto considerando il profilo del proprietario di Paramount, David Ellison, vicino al presidente Trump e sostenitore della sua ultima campagna elettorale. La vicinanza di Ellison agli ambienti politici di Washington è stata sottolineata dalla sua presenza durante il recente discorso sullo Stato dell’Unione. Secondo quanto pubblicato, Ellison aveva già concluso recentemente l’acquisizione completa di Paramount tramite Skydance, rafforzando la propria influenza nel settore dei media, e ora si appresta a entrare anche in quello dell’informazione, con l’inclusione di Cnn e altri canali.

Impatto su informazione e cinema: timori e rassicurazioni

Il futuro della Cnn è guardato con ansia da molti operatori. Mark Thompson, amministratore delegato di Cnn, ha dichiarato che “non bisogna saltare subito a conclusioni” sul destino della rete, ma le perplessità su eventuali interferenze politiche restano: a dicembre Trump aveva sostenuto che “Cnn andava assolutamente venduta” e che i suoi dirigenti erano “corrotti o incompetenti”. Craig Aaron, co-amministratore delegato del media advocacy group Free Press, ha affermato che “l’idea che Paramount possa controllare sia Cbs che Cnn dovrebbe essere impensabile”.

Il mondo del cinema, invece, sembra reagire con cauto sollievo all’esclusione di Netflix dalla trattativa. Alcuni registi, tra cui James Cameron, avevano infatti indirizzato una lettera al senatore Mike Lee per scongiurare l’acquisizione da parte del gigante dello streaming, vista come la potenziale “fine del cinema” nella forma tradizionale. Paramount, dal canto suo, ha garantito che l’operazione porterà “più di venti film nelle sale ogni anno”. Tuttavia, la stessa Paramount ha dichiarato che l’accordo produrrà 6 miliardi di dollari in sinergie e risparmi, generando, secondo stime Cnn, migliaia di licenziamenti nell’indotto.

Sfide regolatorie e prospettive future

L’intera acquisizione sarà ora oggetto di verifica da parte delle autorità statunitensi di regolazione. Paramount, anche contando sulla sua vicinaza al presidente, valuta di non avere ostacoli significativi. Tuttavia, il procuratore generale della California, Rob Bonta, ha chiarito che “il suo ufficio controllerà a fondo il piano d’acquisizione perché Warner Bros è un’azienda importante per l’economia californiana”.

La partita, dunque, non sembra ancora del tutto chiusa. Le incertezze restano molteplici, tra cui rimane da chiarire quale sarà il reale equilibrio tra interessi politici e autonomia editoriale dei media coinvolti, e quali effetti avrà l’operazione sulle dinamiche dell’industria cinematografica e informativa statunitense.