Tutti vogliono la supercoppa italiana, ma la Serie A deve scegliere tra Orban e gli Emiri

Cosa succede dall’anno prossimo? I presidenti hanno in mano una serie di scenari molto interessanti per la Supercoppa italiana

Il derby in mezzo al deserto tra Inter e Milan, in programma il 18 gennaio alle ore 20 al King Fahd International Stadium di Riyadh, segna la chiusura del contratto che ha legato la Serie A all’Arabia Saudita nell’ultimo quinquennio per la Supercoppa italiana. Cosa succede dall’anno prossimo? I presidenti hanno in mano una serie di scenari molto interessanti dal punto di vista economico ma con qualche risvolto difficile da maneggiare dal punto di vista dell’opportunità politica. Non esiste più discussione sul fatto che la Supercoppa si giochi all’estero e serva come vetrina per promuovere il pallone tricolore sui mercati oltre che per massimizzare i ricavi; il problema è capire dove convenga indirizzarsi per evitare critiche, imbarazzi o autogol come nell’ultimo ciclo quando l’accordo con l’Arabia Saudita ha provocato un corto circuito con lo storico partner televisivo proveniente da Abu Dhabi: uno scherzetto costato un centinaio di milioni di euro ai club.

Gli scenari per ospitare la Supercoppa italiana dal 2023/2024 sono al momento tre

Gli scenari per ospitare la Supercoppa italiana dal 2023/2024 sono al momento tre e prevedono in alcuni casi anche una modifica del format per copiare quanto già fatto dalla Liga spagnola che ha aumentato sensibilmente i ricavi. L’Arabia Saudita è pronta a una nuova partnership con due modalità sul tavolo, entrambe per 4 delle prossime 6 edizioni: un format da 4 squadre (le prime due della Serie A dell’anno precedente e le due finaliste della Coppa Italia), con semifinali, finale e poi sfida tra la vincente e la detentrice della Super Cup saudita. Valore del pacchetto: 92 milioni di euro complessivi che scendono a 48 confermando l’attuale format a partita secca tra vincenti dello scudetto e della Coppa Italia.

In campo c’è anche Abu Dhabi che prova a rientrare dopo essere rimasto ai margini nel giro precedente

In campo c’è anche Abu Dhabi che prova a rientrare dopo essere rimasto ai margini nel giro precedente. L’offerta è dal 100 milioni di euro per ospitare 5 edizioni (20 a stagione) con in ballo 4 squadre e una presenza più lunga rispetto a quanto previsto oggi. Per la Lega Serie A si tratterebbe di cominciare a mettere a reddito l’investimento su Abu Dhabi dove i club hanno da poco aperto un ufficio che deve lavorare per raccogliere il maggior numero di sponsor o fare da collettore per i diritti tv di tutta l’area Mena in cui i margini di crescita sono enormi e rappresentano la speranza per toccare senza problemi la quota un miliardo di euro all’anno che è considerata quella minima di sopravvivenza per tutto il sistema.

L’Ungheria di Orban

Infine, l’Ungheria di Orban, che ha fatto sapere di essere interessata senza, però, formalizzare nulla. Si tratterebbe di mandare a Budapest un paio di edizioni incassando circa 16 milioni di euro complessivi. Non un pessimo affare, visto che accorcerebbe l’impegno logistico della trasferta garantendo comunque un buon ritorno economico, ma c’è un tema forte di opportunità di legare il proprio brand a quello di un paese che sta prendendo posizioni criticatissime nei confronti dell’Europa e di alcuni dei temi politici più scottanti e d’attualità, a partire dai flussi migratori.

La prossima Supercoppa potrebbe giocarsi anche ad agosto

Il tempo per sciogliere il nodo comincia a mancare, anche perché la prossima Supercoppa potrebbe giocarsi anche ad agosto e non necessariamente in inverno. Va ricordato, infatti, che la prossima stagione della Serie A tornerà ad essere ‘normale’ dopo le anomalie causate dal Covid e dal Mondiale a novembre in Qatar. In teoria ci sarebbe spazio per riportare la Supercoppa nella sua collocazione originaria, come preview del campionato. In pratica dipenderà molto anche da chi vince la gara e da quale sarà il prossimo format.