Tennis italiano, il bilancio non proprio positivo della stagione 2022

Con la vittoria del giovane Rune a Parigi ed alla vigilia delle Atp Finals di Torino la stagione del tennis 2022 va a concludersi. Ed è tempo di bilanci

Con la vittoria del giovane Rune a Parigi ed alla vigilia delle Atp Finals di Torino la stagione del tennis 2022 va a concludersi. Ed è tempo di bilanci, soprattutto per il tennis italiano che dopo un 2021 entusiasmante era atteso alla consacrazione e magari ad altri risultati storici. Purtroppo niente di tutto questo è successo.

Matteo Berrettini ha faticato

Partiamo da colui che un anno fa era il nostro uomo di punta.

Matteo Berrettini ha faticato, faticato ed ancora faticato per diversi infortuni che di fatto non lo hanno mai lasciato tranquillo. Prima gli addominali, poi la schiena e, sul più bello pure il covid. Si perché malgrado tutto il tennista tutto servizio e dritto è riuscito a ritagliarsi un mese ad altissimo livello, quello sulla terra, con due successi a Stoccarda e sui prati del Queen’s di Londra che lasciavano sognare in vista di Wimbledon se non il successo nel torneo quantomeno (visto il tabellone benevolo) il ritorno alla finalissima come un anno fa.

Ed invece il coronavirus lo ha colpito proprio alla vigilia del primo turno del torneo più famoso del mondo. Da quel momento poi altri guai fisici e forse una serenità persa. Chiude l’anno da numero 16 del mondo, lui che un anno fa fu sesto. Ps. Di sicuro fanno più notizia le vicende amorose con le pagine dei rotocalchi di gossip piene di indiscrezioni secondo cui avrebbe cambiato più di una compagna…

Il percorso di Jannick Sinner

Con Berrettini ai box causa infortuni tutti gli occhi dei tifosi azzurri si sono quindi spostati su Jannick Sinner. L’altoatesino ha cambiato allenatore ad inizio stagione, passando da Riccardo Piatti a Simone Vagnozzi alla ricerca di un tessi più d’attacco, più vicino a rete, con un servizio più potente. Cose che a questi livelli non si migliorano dall’oggi al domani. Il percorso però è chiaro, serve solo un po’ di pazienza.

A Vagnozzi poi si è unito pure Darren Cahill, vecchia volpe del circuito che in passato aveva seguito super campioni come Hewitt e soprattutto Andre Agassi. Un cantiere aperto quindi, quello dell’altoatesino che però ha faticato a lungo, riuscendo a portare a casa solo un trofeo Atp contro i 4 dello scorso anno. E anche per lui purtroppo la lista degli infortuni è più lunga di quelle dei successi (mano, caviglia, schiena…).

Insomma, alla fine il 15° posto nel ranking lo portano ad essere il numero 1 d’Italia ma 6 posizioni indietro rispetto al best dello scorso anno.

Peccato, perché con il ritiro di Federer, i problemi di vario tipo di Djokovic, ed i cerotti di Nadal e Zverev ci sarebbe stato tanto spazio per le nostre punte di diamante nei tornei che contavano, da quelli del Grande Slam ai vari Master 1000.

Spazio che di fatto si è preso Carlos Alcaraz, nuovo idolo del tennis mondiale che si è preso il posto di numero 1 (ma che purtroppo dovrà saltare le Finals di Torino per uno strappo agli addominali).

Le belle notizie arrivano però da Lorenzo Musetti

Le belle notizie arrivano però da Lorenzo Musetti che ha avuto soprattutto negli ultimi mesi una crescita spaventosa. Il suo tennis, vario, divertente, molto ma molto «stiloso» doveva fare i conti con una certa fragilità mentale che però è stata superata.

Il talento puro quindi è esploso portandolo alla conquista di due titoli (Amburgo e Napoli) e a grandi prestazioni come nell’ultimo Masters 1000 di Parigi dove ha sconfitto un Top Ten come Casper Ruud prima di cedere (per inesperienza) a Nole Djokovic.

Insomma, il tricolore ha buone, anzi ottime carte da giocarsi il prossimo anno che si preannuncia più aperto ed equilibrato che mai. Nella speranza che la dea bendata ci metta anche un po’ del suo, per una volta.