Serie A, le pagelle del girone d’andata: promossi, bocciati e rimandati

Il girone d’andata è andato in archivio con un verdetto emesso con una giornata d’anticipo e qualche indicazione consolidata nel corso dei primi quattro mesi di campionato. Nulla di definitivo, sia chiaro, però è il momento di tracciare un bilancio e, come in tutte le esperienze che si rispettino, dare una pagella ai protagonisti: promossi, rimandati e bocciati. L’avvertenza è che tutto potrà essere rivisto, in meglio o in peggio, a fine maggio quando il maestro Serie A distribuirà i diplomi e spedirà i peggiori dietro la lavagna.

La migliore della classe è la capoclassifica Inter. Il voto? Un bel 9 pieno perché Inzaghi sta andando oltre le previsioni della vigilia, la squadra gioca un calcio pure migliore dal punto di vista estetico rispetto a quello di Conte, i risultati arrivano anche in Europa (ritorno tra le migliori 16 della Champions League dopo un decennio) e il mercato di sacrifici è stato assorbito come se nulla fosse. Pagellone ovviamente da condividere con Marotta e Ausilio, artefici del miracolo d’agosto quando le nuvole si addensavano su Appiano Gentile.

Un bel voto alto (8) anche per Milan e Napoli. E’ vero che il finale di quadrimestre non è stato in linea con la parte iniziale, ma Spalletti e Pioli possono esibire giustificazioni a prova di smentita e nel complesso stanno tenendo le due squadre in lotta scudetto e in perfetta linea Champions, il vero obiettivo di inizio stagione. Mezzo punto meno (7,5) per l’Atalanta ed è un mezzo punto in meno di stima per i bergamaschi che danno la sensazione di correre finalmente per lo scudetto e, proprio per questo, non possono più permettersi black out come quelli vissuti in casa dove i punti raccolti sono stati insufficienti: 12 su 27.

Così così l’ultima settimana dell’anno, tanto da sollevare qualche dubbio.

La Juventus è la prima bocciata eccellente: voto 4,5. Alla fine Allegri ha un po’ raddrizzato una barca che a lungo ha fatto acqua da tutte le parti. Il rischio di rimanere fuori dalle quattro è concreto e appesantirebbe una situazione finanziaria già non semplice. E’ vero che è partito Cristiano Ronaldo, ma nel complesso i bianconeri hanno reso troppo poco rispetto al valore e al costo della rosa.

Insufficienza condivisa con la Lazio (5) che paga lo scarso aiuto dato a Sarri sul mercato. Appena sufficiente la Roma di Mourinho (6) cui va dato atto, seppure con troppe sconfitte, di non essere lontano dal traguardo ragionevole che si è dato nella prima delle sue tre stagioni nella Capitale.

Altissimo il voto della Fiorentina di Commisso: voto 8. Sì, come quelle che corrono per lo scudetto perché la prima metà della stagione viola è stata quasi da primato e la sensazione è che non sia un caso, perché la scelta di Italiano per la panchina e la conferma di Vlahovic a dispetto della situazione contrattuale sono il segnale di un progetto, non il frutto di un colpo di fortuna.

Bene l’Empoli (voto 7, praticamente in salvo visto l’andazzo di quelle sotto), più che sufficienti Torino (6,5), Sassuolo (6,5 con Dionisi che sta pian piano prendendo in mano la creatura di De Zerbi), Bologna (6) e Verona (6 con qualche perla come il momento spettacolare di Simeone). Una sufficienza la merita anche l’Udinese, non tanto per la classifica – seppure proiettata verso una tranquilla salvezza -, quanto perché sostituire De Paul non era facile e, invece, l’equilibrio è stato trovato.

Le altre? Dietro la lavagna, qualcuna con votacci da rosso vergogna. E’ il caso di Genoa e Cagliari che meritano un 3 preannuncio di sventura se non si troverà il modo di invertire la tendenza. Troppo poco, davvero. Malissimo la Salernitana (4) anche se tecnici e squadra vanno assolti perché messi in condizione dalla questione societaria di misurarsi senza armi adeguate al campionato. Bocciato lo Spezia (4,5) cui non sta riuscendo il trapianto da Italiano a Thiago Motta e che ad oggi sarebbe salvo solo perché dietro c’è chi sta facendo peggio.

Pure Venezia (5,5) e Sampdoria (5) navigano al di sotto della soglia minima, entrambe con qualche alibi dettato dal salto di categoria nel caso dei lagunari e del caso Ferrero per i blucerchiati, ma comunque deludenti.

In generale il campionato non ha deluso le attese e merita un bel 7. Si è segnato molto, ci sono state partite che hanno ripagato il prezzo del biglietto e il girone di ritorno ha ereditato una serie di dossier aperti, dalla corsa scudetto a quelle per l’Europa scendendo fino al girone infernale di chi si deve salvare, quasi certamente con una media punti da record nella sua mediocrità. Non sono andati male nemmeno gli arbitri (voto 6,5): squadra giovane cui si deve perdonare qualche errore di crescita ma che sta mostrando possibili profili buoni per il futuro come Sozza o Marinelli. Cosa succederà da qui a maggio è da decifrare. Ci siamo divertiti, pur nella consapevolezza che il meglio abita in altre parti d’Europa e che a febbraio, quando si tornerà a giocare per la Champions League, siamo destinati a un ruolo da comprimari