Non solo tifosi ma anche stranieri in cerca di lavoro: ecco cosa accade fuori dall’Autodromo di Monza

C'è anche qualcosa di meno dorato che ruota attorno alle decine di milioni (se non centinaia) che muove il Gp d'Italia ogni anno in pochi giorni.

Sono giorni frenetici, vivi, splendidi e difficili. Monza per un anno attende il Gran Premio come evento unico di livello mondiale dei suoi 365 giorni, e come ogni signora dà il meglio di sé. Eventi, feste, musica: Ma anche le altre città che circondano il Parco di Monza, dove sta l’Autodromo, organizzano ogni sorte di concerto o grigliata pubblica per divertire cittadini e tifosi proveniente da ogni parte del mondo.

Insomma una grande festa per tutti, ognuno con il suo sogno.

Da martedì fuori dal cancello è tutto uno stazionare di tifosi

Se passate infatti nella zona tra Lissone e Vedano nel grande parcheggio di una grossa azienda di mobili (e ci mancherebbe altro) da anni Lewis Hamilton ed altri piloti posizionano i loro Motor Home, delle case su ruota con tutti i confort del caso. Bene. Da martedì fuori dal cancello è tutto uno stazionare di tifosi che spendono ore ed ore del loro tempo in attesa di una foto, rapida, del loro idolo mentre arriva o esce con la sua macchina.

Tra queste fanno tenerezza due ragazze, tutto tacco alto, tubino striminzito e trucco pesante che sognano l’avventura di una sera con il loro pilota del cuore per entrare in chissà quale mondo dorato (“che ne sai? Tutto può succedere…” ti dicono con l’innocenza e l’ignoranza logica della loro età).

C’è anche qualcosa di meno dorato…

Ma c’è anche qualcosa di meno dorato che ruota attorno alle decine di milioni (se non centinaia) che muove il Gp d’Italia ogni anno in pochi giorni.

Lunedì mattina, ore 7. L’ingresso dell’autodromo si trova davanti a Porta Vedano. C’è il runner da pre lavoro, ci sono decine di amanti dei cani che portano a passeggio l’amico a 4 zampe. Ci sono i primi addetti ai controlli e, sempre, ecco un gruppo di ragazzi e uomini. Tra loro moltissimi stranieri, tutti diversi, tutti uguali; tutti alla ricerca di un lavoro. Ed ecco che ad un certo punto una figura scende da un furgoncino e comincia la scelta, con il dito: “Tu si, tu no…”.

I prescelti in fila ricevono un pass da mettere al collo. Sono quelli che lavoreranno per montare box ed allestimenti di sponsor o cose simili. Chi entra sorride per aver trovato un lavoro per tre quattro giorni. Gli esclusi abbassano la testa e si allontanano (a piedi); alcuni ci riprovano anche il martedì (ma i posti di lavoro sono meno e durano solo 24 ore). Su contratti, accordi e paghe non indaghiamo.

Sono più di un centinaio di uomini, donne, ragazzi e ragazze, impegnati per 8-9 giorni

Vicino a loro le persone con la pettorina gialla sotto maglietta e vestito nero di ordinanza, richiesto dalla società interinale che ha l’appalto del servizio. Sono più di un centinaio di uomini, donne, ragazzi e ragazze, impegnati per 8-9 giorni. «Gli orari? – ci dicono – Da domenica a mercoledì 7-18; da giovedì a domenica 6-23»- Diciassette ore di lavoro.

Chissà quanti soldi vi danno (li provoco). I più carini sorridono ma i “Vaffa” non mancano. Certo, per loro comunque un accordo più serie e legale è sicuro; per il resto basta un panino, una bottiglia d’acqua ed il bagno chimico dei tifosi.