Sports Il galateo negli spalti del tennis (e l'anarchia nei campi da calcio)

Il galateo negli spalti del tennis (e l’anarchia nei campi da calcio)

Rod Lever Arena, Melbourne. Sul principale campo del prestigioso complesso dove sono in corso gli Australian Open uno dei grandi favoriti, Rafa Nadal, è impegnato nella sfida di secondo turno con l’americano Michael Mmoh. Una partita senza storia, un allenamento un po’ più impegnativo del solito per il campione maiorchino che però ha vissuto attimi di vero interesse per quanto succedeva sugli spalti. Merito di una donna che, nello stadio mezzo deserto causa norme contro il Covid, ha dato spettacolo a modo suo prima insultando ripetutamente lo spagnolo fino a salutarlo durante un cambio di campo con un dito medio (in mondovisione).

Un gesto stupido, uno comportamento assurdo da parte di una donna (si è scoperto dopo) che aveva esagerato con birre ed aperitivi ma che ha regalato due insegnamenti di cui fare tesoro.
Il primo è arrivato dagli organizzatori che, in modi cortesi ma decisi, hanno allontanato la donna dalla tribuna e poi dal complesso sportivo: “Quello che lei ha fatto qui non è accettabile, se ne vada” le hanno spiegato accompagnandola all’uscita. Ora, pensate a cosa succederebbe se questa cosa fosse successa in un qualsiasi palazzetto italiano o campo di calcio della domenica, vera patria dell’insulto gratuito. Ma se si vuole fare un po’ di educazione sportiva da qualche parte bisogna pur cominciare. Non è mai troppo tardi.

La seconda è arrivata dallo stesso Nadal. Lo spagnolo non ha perso la concentrazione, non ha risposto agli insulti e quando l’arbitro ha sospeso il match per favorire l’intervento degli organizzatori ed allontanare la tifosa molesta l’ha guardata sorridendo, con un mix di compassione e sorpresa per l’accaduto. Una reazione, anzi una lezione da Campione (con la c maiuscola).

(Foto: PictFactory / Wikimedia)

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