La Suzuki lascia la Moto Gp. Dove tira una brutta aria

Suzuki lascia il Moto Gp, sospetti anche su un presunto addio della Honda: la competizione non se la passa benissimo

Che tiri una brutta aria attorno alla Moto Gp è cosa nota. Da questo sito settimane fa raccontavamo, numeri alla mano, come ormai gli ascolti tv siano bassi, molto bassi. Nulla nemmeno paragonabile all’epoca d’oro delle due ruote a motori nell’era di Valentino Rossi, unico in grado a trascinare 10 min di italiani davanti allo schermo. Ora siamo alle briciole ma, si sa, con le briciole non si mangia.

Il benservito della Suzuki

Non è un caso, dice radio-box, che la Suzuki abbia dato dall’oggi al domani il benservito a tutta la compagnia. Un addio arrivato per la Dorna come un fulmine (in testa) a ciel sereno e capace di fare danni enormi. Al punto che i proprietari del Circus hanno minacciato le vie legali contro la casa di Hamamatsu.

Sospetti su un presunto addio della Honda

Il problema, rischia però di diventare gigantesco dato che, si dice, un’altra grande casa starebbe valutando l’addio alle corse.

Non ci sono certezze su questo ma i sospetti di molti e le chiacchiere portano alla numero 1 delle case motociclistiche del mondo, la Honda. In effetti la HRC sta attraversando uno dei periodi più bui dal punto di vista sportivo. Soprattutto nella classe regina dove ormai non vince in titolo piloti dal 2019, ultimo del poker di Marc Marquez, i cui successi comunque sarebbero molto frutto delle qualità uniche del pilota più che della superiorità schiacciante della moto.

Senza di lui infatti le seconde guide o i sostituti si sono rivelati dei comprimari davanti ai successi di Suzuki, Yamaha e Ducati.

Non ci sarà il tutto esaurito al Mugello

Voci, certo, ma voci che preoccupano. Come preoccupa anche quanto sta succedendo al Mugello dove il prossimo 29 maggio è in programma una delle tappe classiche del Motomondiale. Purtroppo però ad oggi la situazione della vendita biglietti per la prima volta da due decenni ci racconta che sarà difficile arrivare al tutto esaurito, persino la domenica.

Eppure fino a pochi anni fa trovare un tagliando per assistere alle evoluzioni dei centauri era una mezza impresa, una sorta di lotteria della fortuna. Oggi invece ci sono spazi liberi per la domenica in tutte le tribune (oltre che per il prato) mentre per venerdì e sabato, giornate di prova, siamo ben sotto alle abitudini ed alla sufficienza.

Il tutto invece nell’anno in cui i rivali della Formula 1 stanno vivendo un anno d’oro; merito delle nuove auto, della Ferrari tornata da alti livelli, dei nuovi proprietari e della nuova mentalità Usa che hanno portato al tutto esaurito di Imola (ed anche per Monza, il prossimo settembre) ed allo show a suon di vip e stalle del cinema, della musica e dello sport, visti settimana scorsa a Miami.

Alla MotoGp serve molto più che un nuovo Valentino, serve un miracolo.