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La lezione francese agli ingordi dei diritti televisivi

Nelle settimane in cui il calcio italiano si muove deciso verso la svolta – ingresso dei fondi e a seguire nuovo modello di valorizzazione dei propri diritti tv – è bene che qualcuno si fermi un attimo a guardare cosa succede in Francia per farsi due conti in tasca e valutare con prudenza il da farsi. Perché i colleghi Oltralpe sono alle prese con una crisi drammatica e imprevista, originata dalla rottura quasi immediata dell’accordo che li lega(va) a Mediapro e che avrebbe dovuto riempirli di euro avvicinandoli ai modelli più avanzati del football europeo. Sì, proprio quella Mediapro che nell’estate 2018 è stata a un passo dal prendersi il calcio italiano, spinta dai supporter dell’idea di un canale gestito dalle società per mettere alla porta Sky, la cui posizione di quasi monopolio piace a pochissimi.

Giorni bollenti, finiti con l’estromissione della company spagnola guidata da Janme Roures causa mancata presentazione delle garanzie bancarie previste dal bando. La storia non si è ancora chiusa, visto che la Lega di Serie A (poi tornata precipitosamente a Sky con l’aggiunta di Dazn) si era tenuta i 60 milioni di caparra e ora è invischiata in un contenzioso legale a colpi di richieste incrociate di risarcimento. In Francia è andata peggio. Mediapro ha preso i diritti promettendo la luna (oltre 800 milioni a stagione), ha raccolto meno di un quinto dei 3,5 milioni di abbonati previsti e venduti ai club e alla fine ha cominciato a non pagare: 324 milioni tra ottobre e dicembre. Una vicenda che il prestigioso L’Equipe ha sintetizzato con una prima pagina da collezione: “La rapina del secolo”. Un Tribunale ha sciolto l’accordo restituendo la titolarità dei diritti della Ligue1 alle società. Mediapro pagherà complessivamente una penale da 100 milioni di euro ma per il momento resta in onda perché i dirigenti del calcio francese sono impegnati, cappello in mano, a convincere Canal+ (che è un po’ la loro Sky) a tornare nella partita. Ovviamente a cifre da svendita. Lezioncina da mandare a memoria per quelli che in Italia oggi fremono convinti di potersi liberare una volta per tutte di Sky e dei suoi soldi.
(Foto: la copertina de L’Equipe e Jaume Roures)