Il boom del nuoto italiano, la delusione Ferrari. Ecco il meglio e il peggio dello sport nel 2022

Tra le delusioni del 2022, non può di certo mancare la Nazionale Italiana, che ha nuovamente saltato i mondiali

Il meglio

1 – NUOTO ITALIANO

Signore e signori, giù il cappello davanti alla nazionale di nuoto più forte di sempre e che la gioca con le grandissime del mondo. Il 2022 ha infatti consacrato la squadra azzurra che ha mietuto successi senza precedenti sia i mondiali di Budapest chiudendo al terzo posto nel medagliere dietro alle due superpotenze (per abitanti e praticanti) Cina e Stati Uniti prima di fare man bassa agli europei disputati a Roma e con i trionfi ai recenti Mondiali in vasca corta a Melbourne. Una crescita spaventosa per un movimento che di fatto ha assorbito senza accorgersene l’addio di Federica Pellegrini e che si prepara nel 2024 alle olimpiadi di Parigi a regalarci medaglie a raffica.

 

2 – PALLAVOLO MASCHILE

La Nazionale di Ferdinando De Giorgi ha regalato un oro mondiale che non ha alcun senso. La squadra era infatti stata costruita con un gruppo di giovanissimi e sguardo su Parigi 2024 ma ha saputo bruciare le tappe con quella sfrontatezza che solo i giovani di talento sanno avere. E così il successo in Polonia nella finale con i padroni di casa è solo l’ultimo tassello di un cammino entusiasmante in cui ragazzi come Michieletto e  Romanò sono saliti alla ribalta Mondiale. Ma, su tutto, conta lo spirito, la mentalità. E quella è tutta farina del sacco del suo allenatore che ha commentato così un trionfo storico: «Ringrazio tutti e spero che da casa siate orgogliosi di noi».

3 – BAGNAIA, DUCATI

È vero, la Moto Gp è in un momento di crisi. Crisi di notorietà, pubblico, telespettatori e sponsor ma questo non può cancellare che dopo 50 anni un italiano su una moto italiana sia diventato Campione del Mondo. Merito di Pecco Bagnaia, capace di una rimonta pazzesca nella seconda parte della stagione sulla Yamaha di Fabio Quartararo. L’erede di Rossi ha saputo fare meglio del suo Maestro.

Il peggio

1 – NAZIONALE CALCIO

24 marzo 2022; una data che resterà per sempre scolpita negli annali del calcio italiano, purtroppo nella parte dedicata alle pagine più buie. Con la sconfitta contro la piccola Macedonia infatti l’Italia viene eliminata dalla corsa verso i mondiali di calcio in Qatar che abbiamo appena finito di vedere sul divano. Un fallimento che ha mille colpe: personali (i rigori di Jorginho con la Svizzera) e di programmazione (la mancanza di una punta decente è ormai una cosa cronica). Ora si guarda agli europei 2024, con un titolo da difendere

2 – MILANO-CORTINA 2026

Diciamo la verità; il 2022 per quanto riguarda la fondazione che si deve occupare del percorso di avvicinamento e preparazione alle prossime olimpiadi invernali è stato un anno di fatto perso. Nulla di serio, concreto, fondamentale è stato fatto. Si sono persi mesi e mesi nell’attesa dell’addio o del siluramento dell’ex ad, Vincenzo Novari, al cui posto è stato da poco messo Andrea Varnier. C’è tanto fa fare, lavori, ricerca di sponsor, progetti. Oggi tutti dicono di essere pronti e che ce la faremo. Speriamo in bene…

3 – FERRARI

Si potrebbe pensare che con i 4 successi nel Mondiale 2022, dopo due anni di buio totale, quella della Rossa si possa archiviare come una stagione positiva. Beh, non la pensiamo così. Primo perché la Ferrari al contrario delle rivali Mercedes e Red Bull impegnate nel 2020 e 2021 a lottare per il titolo, si è potuta concentrare per due anni sulla macchina 2022 (e sulle nuove regole) con il chiaro obiettivo di portare a casa il Mondiale. Il secondo è che l’inizio scintillante in cui Leclerc dominava su ogni tipo di pista lasciava davvero sperare che il sogno diventasse realtà. Ed invece la seconda parte della stagione ha visto una Rossa in piena crisi tecnica, agonistica, sportiva con l’addio di Mattia Binotto a fine stagione ed un Leclerc vicino alla crisi di nervi dopo gli errori al muretto di Monaco, Ungheria, Gran Bretagna…

Ai milioni di tifosi della Rossa non resta che sperare nel 2023 ed alla nuova giuda di Frederic Vasseur