Icardi al Galatasaray: “Non poteva che finire così, che tristezza…”

La parabola discendente di Icardi: in 4 anni tutto è cambiato per Maurito, centravanti che d'oro ormai ha solo lo stipendio.

18 settembre 2018, San Siro. All’85’ della sfida di Champions League, Inter-Tottenham, un cross finisce fuori area nella zona di Mauro Icardi. Il centravanti nerazzurro colpisce al volo e la palla finisce nel sacco, imprendibile facendo esclamare a Lele Adani, allora opinionista Sky: “è talmente forte che è il pallone che va da lui, non il contrario”.

Il campionato turco sta diventando una sorta di ultimo spettacolo per ex campioni

Maurito aveva in mano San Siro, era il centravanti dell’Inter, forse il punto più alto della sua carriera. 4 anni dopo arriva proprio ad un passo dalla fine del mercato la firma del contratto che lo porterà al Galatasaray, in Turchia, dove sarà titolare a migliaia di km da Parigi e forse dai riflettori del calcio che conta. Con tutto il rispetto infatti per la storica squadra di Istanbul il campionato che si gioca nel paese del Bosforo sta diventando una sorta di ultimo spettacolo per ex campioni o comunque un bellissimo e dorato viale del tramonto.

Il sogno di diventare top player si è infranto piano piano

“Non poteva che finire così, che tristezza…” ha commentato un noto dirigente che anni fa con il giovane talento esploso alla Sampdoria aveva avuto a che fare. Un trampolino di lancio che lo ha portato all’Inter, alla Scala del Calcio, uomo squadra, uomo immagine, la pietra angolare per i nerazzurri che volevano ripartire dopo alcuni anni bui. Certo, i gol non sono mai mancati.

Icardi ha spesso superato quota 2 reti a campionato ma l’esplosione, quel sogno di diventare un Top Player si è infranto piano piano, partita dopo partita. Ci si aspettava una crescita ed invece il passare del tempo ha portato alla luce limite tecnici e personali che non lo hanno più abbandonato.

Maurito legato all’ingombrante Wanda Nara

“Goleador purissimo ma giocatore troppo isolato» si diceva nello spogliatoio dell’Inter dove cominciavano sempre più rumorosi i malumori.

Insomma, al posto del numero 9 sulla maglia cominciava a comparire il marchio del giocatore-non-di-squadra. Ma è soprattutto fuori dal campo che Icardi si è giocato gran parte della sua carriera: uomo copertina, da sempre, Maurito si è legato a Wanda Nara, donna tanto sensuale quanto ingombrante soprattutto quando ha voluto ed ottenuto di diventare il procuratore del marito. «Io con quella non ci parlo» avrebbe detto un dirigente durante una sessione di mercato.

Erano i giorni dopo la clamorose liti con l’Inter che gli aveva tolto la fascia da capitano, preludio all’addio doloro e rumoroso. Giorni in cui Wanda provò a portarlo a Napoli e soprattutto alla Juve. L’accordo con i bianconeri si dice ancora oggi, era fatto. Poi arrivò lo stop, non si capisce se dalla proprietà o dall’allenatore. Sta di fatto che Icardi trovò un pinte d’oro che lo ha portato a Parigi, nel Paris Saint Germain delle stelle e degli stipendi d’oro (si dice 10 mln netti l’anno).

A Parigi però di stelle ce ne sono troppo, soprattutto in attacco e Icardi diventa giocatore da panchina; poche partite, pochi gol. Addio anche alla maglia della nazionale argentina. La parabola calante non si sa quando comincia ma è quasi impossibile da fermare, come una pallina su un piano inclinato.

Da due anni Icardi bussa alle big d’Europa

Sono ormai due anni che d’estate Icardi prova a bussare alle porte delle big d’Europa alla ricerca di un’opportunità senza però ottenere risposte.

L’ultima illusione italiana lo portava a Monza, con tutto il rispetto, squadra con grandi sogni ma pur sempre una neopromossa. Ma Maurito non ne poteva più di restare a guardare i compagni giocare; così ecco alla firma con il Galatasaray (con Parigi che comunque pagherà buona parte dello stipendio). Il tutto con voci continue di crisi matrimoniali con la sua Wanda. In 4 anni tutto è cambiato per Maurito, centravanti che d’oro ormai ha solo lo stipendio.