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Enrico Preziosi Genoa, fine (brutta) di un’era. Joker, al calcio italiano mancherai

Lo chiamavano il Joker. Dopo 18 anni finisce l’era Enrico Preziosi al Genoa. Una storia nata da un amore viscerale tramutatosi negli ultimi anni in disprezzo e feroci contestazioni da parte della tifoseria rossoblù, che ha imputato al patron i continui movimenti di mercato esasperati tra acquisti e cessioni. Giochi Preziosi, appunto. Il Grifone più bello è stato quello guidato da Gasperini che arrivò fino alla fase a gironi di Europa League, sfiorando la Champions League. Tanti i bomber lanciati e venduti a peso d’oro: da Milito a Piatek passando per Borriello, Palacio, Immobile e Gilardino. Alcuni campioni poi sono solo “transitati” da Pegli senza mai indossare la maglia rossoblù.

Era Enrico Preziosi al Genoa, i casi Kevin Prince Boateng e Leonardo Bonucci

Due esempi su tutti: Kevin Prince Boateng e Leonardo Bonucci. Il primo ingaggiato prima del Mondiale di Sudafrica 2010 e ceduto poi direttamente al Milan dell’amico fraterno Adriano Galliani dopo la rassegna iridata. Il centrale della Juve invece fu acquistato nell’ambito della cessione di Milito e Thiago Motta all’Inter, ma venne girato in prestito al Bari di Ventura. Il grande campionato con i pugliesi valse a Leo la chiamata della Juve, con Preziosi abile a venderlo a 15 milioni senza che Bonucci avesse giocato un solo minuto col Genoa. Magie di mercato. Tante quelle realizzate negli anni, visto che Preziosi amava più il mercato del calcio giocato. Celebri le trattative nella sua villa di Desenzano o quelle estive nella residenza di Forte dei Marmi, dove Joker era solito scatenarsi anche tra i fornelli con i suoi celebri risotti. Lo stesso cucinato a Ibiza nell’estate 2018 per convincere Kris Piatek a firmare per i rossoblù.

Tanti i direttori sportivi ingaggiati e silurati alla velocità della luce: da Foschi a Sogliano passando per Marroccu, Lo Monaco e Perinetti. Impossibile durare a lungo con lui, visto che Preziosi voleva avere sempre l’ultima parola in sede di trattative. Clamorosa la vicenda Pellegri con l’allora Diesse Perinetti che in Lega Calcio trattava la cessione alla Juve di Marotta, mentre il buon Enrico era a Montecarlo con il giocatore e l’agente della punta a chiudere l’affare col Monaco per 20 milioni. I figli Fabrizio e Matteo hanno gravitato nella sua orbita come agente e intermediari, facendo spesso gridare al conflitto di interessi. D’altronde Preziosi parlava con tutti, ma concludeva operazioni con pochi procuratori. I suoi prediletti erano e restano Gabriele Giuffrida e Beppe Riso, mentre parecchi operatori avanzano crediti e spettanze dall’ormai ex patron del Genoa.

Enrico Preziosi mancherà al calcio italiano

Si racconta che a Villa Rostan ci siano oltre 50 decreti ingiuntivi da parte di agenti che non hanno ancora ricevuto la propria commissione.

Con l’avvento del fondo 777 Partners verranno saldati e ripianati gli 80 milioni di debiti, però un presidente vulcanico e istrionico come Preziosi mancherà al calcio italiano. Meno agli allenatori esonerati con disarmante facilità (19 si sono avvicendati sulla panchina genoana per un totale di 26 cambi). Insomma, con Joker il colpo di scena e la mossa a sorpresa erano la specialità della casa. Un po’ come i risotti…